Afterhours@Auditorium Parco della Musica, Roma 11/05/2009














Afterhours@Auditorium Parco della Musica, Roma 11/05/2009

"Afterhours"


Afterhours@Auditorium Parco della Musica, Roma 11/05/2009

di Ida Stamile

È ormai risaputo che il panorama musicale italiano non stia attraversando un periodo di grande splendore. Nell'imperante caos della scena rock alternativa italica, gli Afterhours sono una realtà dinamica, che non passa di certo inosservata. La band, che vanta una carriera ormai ventennale, ha da sempre sfornato brani provocatori, carichi di fervore emotivo e sociale. Attraverso abili giochi di rimandi e doppi sensi, e un rock dalle polimorfe aperture melodiche, ha conquistato pubblico e critica, ottenendo un posto d'onore nel panorama indie. Vero punto di forza: l'incessante attività Live.
Dal 1988 (quando per la Toast esce il 45 giri My Bit Boy, seguito l'anno dopo dal mini-cd All The Good Children Go to Hell) ad oggi, di acqua sotto i ponti ne è passata: il passaggio, con Germi (1995), dal cantato inglese all'italiano; i cambi di formazione; le collaborazioni internazionali con John Parish, Greg Dull e Mark Lanegan; l' apertura alla major con i Milanesi Ammazzano il Sabato (2008) su etichetta Universal; la recente partecipazione al Festival di Sanremo; l'ultima mini-rivoluzione de Il paese è reale.
Lo scorso 11 Maggio sono approdati all'Auditorium in occasione della rassegna “Incontri d'Autore” per raccontarsi, pronti a svelare i retroscena delle loro continue metamorfosi musicali. Ad accoglierli la coppia Castaldo – Assante. Il meeteng si è rivelato insolito ed originale, imbevuto di ironia e complicità col pubblico. Questa lunga conversazione informale ha ripercorso i punti salienti della storia della band. Dalle esperienze alle passioni musicali dei singoli membri, al lavoro su musica e testi. Dagli esperimenti in terra straniera alla parentesi Sanremese (quest'ultima vivacizzata da simpatici aneddoti capitati ai nostri durante la permanenza al festival). Si è parlato anche della canzone Domani realizzata da più di 50 artisti, tra cui gli After, per aiutare le popolazioni abruzzesi vittime del terremoto. Interessante la proiezione inedita del videoclip de Il paese è reale. Tra galline in gabbia, Agnelli a metà tra Capitan Harlock e Lady Oscar, Dell'Era alla Elvis Presley, Ceccarelli ergastolano nel braccio della morte, Prette becchino sui generis e D'Erasmo solitario violinista d'altri tempi, l'impatto visivo è stato davvero incisivo. Non è mancata la parentesi live. Il gruppo ha concesso numerosi pezzi del vecchio e del nuovo repertorio: Voglio una pelle splendida, Strategie, Sulle labbra, Il Paese è reale, Musa di nessuno, Ci sono molti modi ed una singolare cover di Shipbuilding di Elvis Costello.
Tra occasioni musicali, chiacchiere e battute di spirito, il pubblico ha avuto modo di conoscere più a fondo una fra le più importanti rock band della scena italiana degli ultimi anni.
Quando la passione diventa sinonimo di integrità artistica, e la voglia di continuare ad essere se stessi prevale sul resto, nascono gruppi apprezzabili come gli Afterhours. Questo dovrebbe essere da esempio per molti.
Forse possiamo davvero “Far qualcosa che serva”.