Apple Pies – Live in Termoli

Apple Pies – Live in Termoli

Scalinata del Folklore, 7 Luglio 2007

Sono la cover band dei Beatles più nota in Italia. Sono, quasi sicuramente, la migliore cover band dei Beatles italiana. E il 7 luglio 2007, in quel di Termoli, semisconosciuta cittadina marittima bassomolisana, lo hanno dimostrato. Lo spettacolo, previsto per le 21 e cominciato circa mezz’ora più tardi (tra il soundcheck e il tempo di riempire di gente la Scalinata del Folklore…), ha mandato in visibilio i presenti, che, diversamente dalle tante altre manifestazioni estive alla Scalinata, non erano solo curiosi, ma un pubblico (composto da giovani di ogni età, appassionati di musica e non, bambini e molti, ma molti, cinquantenni nostalgici degli anni in cui la musica aveva quasi sempre la lettera maiuscola) che era lì per gustare il concerto dall’inizio alla fine.

“Secondo voi con che cosa iniziamo?”, è stata la prima domanda dello pseudo-McCartney, che, da lontano, gli somiglia spaventosamente. La gente si guardava intorno, ma c’era chi già sentiva di aver indovinato. Infatti la band è partita con Love me do. Si è passati, successivamente, a From me to you e poi a She loves you, And I love her, Ticket to ride e così via. Insomma, gli Apple Pies, durante la prima parte del concerto, hanno eseguito le più note canzoni del primo repertorio della band di Liverpool. Inutile dirlo: i loro vestiti erano quelli dei Beatles dei primi anni ’60. Tra una canzone e l’altra i Pies parlavano al pubblico in inglese, per meglio rendere l’atmosfera beatlesiana. Magistralmente la band romana è passata poi ad eseguire anche il repertorio più complicato dei Beatles (purtroppo senza cambiare abito; sarebbe stato bello vederli come nella copertina di “Sergent’s Pepper”) come la ballata Michelle, la frizzante Penny Lane, All we need is love e altri brani come Let it be, Come together e la dura Get back. Non mancavano nemmeno i pezzi di George Harrison, come Something e While my guitar gently sleeps, accompagnata anche da una chitarra acustica, aggiunta e suonata dal tecnico del suono, che ha dimostrato di saperci davvero fare con un’altitonante sei corde.

Dopo aver eseguito il migliore repertorio dei Beatles, con l’esclusione di brani tratti da “Revolver” e “Sergent’s Pepper”, gli Apple Pies erano in procinto di salutare il pubblico di Termoli. Ma ecco le sorprese: Yellow Submarine, cantata dal corpulento batterista Luca (una specie di Ringo Star al doppio, che ha ammesso di avere un bel ricordo di Termoli, perché luogo del suo primo concerto visto, uno di Dalla-DeGregori del tour insieme del 1979) e Hey Jude, a cui il pubblico ha partecipato con un coro.

Ma mentre gli Apples andavano via si sono alzate varie voci che gridavano: “Fuori, fuori!”

Entusiasti dell’accoglienza, la band ha regalato altre perle, come Imagine (che loro hanno sempre amato eseguire, pur essendo un pezzo del Lennon solista) e, a richiesta di alcuni teenager scatenati in prima fila, Helter Skelter.

Fine del concerto, ma non della serata: i Fab4 romani sono stati avvicinati da tantissima gente, che ha voluto farsi una foto con loro. C’era pure chi, in una specie di delirio mentale, li chiamava Paul, John, ecc, come se fossero davvero i Beatles. Infatti ciò che più impressiona questo gruppo è la quasi totale somiglianza con la band di Liverpool, specie nel modo di muoversi, di cantare e, ancora di più, nella strabiliante capacità di suonare perfettamente le canzoni beatlesiane, come se, al posto di quattro giovani appassionati musicisti italiani, ci fosse davvero la più importante band mai esistita.