Arbouretum live @ Circolo degli Artisti – Roma, 7 marzo 2013

È la compattezza algida e potente di una roccia dai contorni lisergici a invadere il palco del Circolo degli Artisti, con intense ventate di melodia, suono e rumore, ben amalgamate alla struttura compositiva acida e monolitica proposta dalla band di Baltimora.

Sono le sagome dei quattro velate di neopsichedelia dagli arabeschi opachi e caleidoscopici al contempo e avvolte dai fumi sonori, dagli intermezzi ritmici vigorosi e marmorei, dilatati, reiterati e corposi, a esplodere vigorosamente con tutta la loro forza, mentre le profonde e oniriche macchinazioni vocali di Dave Heumann si modellano e si fondono all'apparato strumentale dai risvolti cangianti.

È un misto di fragore e silenzio, energia e pacatezza, mescolati a una fantasia dal piglio moderno e con un occhio sempre rivolto al passato, a costruire il live in tutta la sua durata, rendendo con maggiore intensità rispetto agli album in studio le sonorità tipiche della band.

Qualche problema di audio costringe Dave Heumann a sforzare la voce per farsi sentire al meglio, ma il concerto nel suo complesso non delude e la setlist, che rispolvera buona parte della discografia del gruppo, erompe come un macigno con il brano di apertura Waiting Crescent.

Il live prosegue denso e diffuso, tra ballate evanescenti e attimi più energici, inseguendo le onde soniche di The Long Night, Renouncer, Down By The Fall Line, The Promise e con un bis altrettanto efficace.

Il viaggio live degli Arbouretum suona come una conferma, quella di una band che sul palco, tra atmosfere sghembe e lineari, armonia e disacromia, passato e presente, riesce a imbastire un discorso musicale ben fatto che assume le sembianze di un'esplorazione a metà strada tra sogno e realtà.