Babyshambles a Roma 01-02-08

Babyshambles a Roma 01-02-08

Eccolo qui il nuovo alfiere di terra d’Albione. Pete Doherty si dismostra un buon musicista, un talentuoso autore e un gran giocoliere da palcoscenico.

Il concerto che i Babyshambles propongono in quel di Roma, in un mediocre (per acustica) Teatro Tendastrisce, vive delle sue invenzioni e dei suoi acuti artistici. Acuti che lo portano sul palco in condizioni dolcemente penose, tra ondeggiamenti e sbandamenti vari, tra ballate sfiziosamente british e pezzi tirati in puro stile Rock.

L’atteggiamento è quello di chi sà di avere dalla sua pate la freschezza compositiva dei periodi migliori; l’energia e la carica di Fuck Forever (che schiaffeggia il pubblico il delirio) ne è solo un piccolo sentore.

Il concerto fila liscio (pure troppo visto la durata) con estrema naturalezza, in perfetto equilibrio tra i brani di “Down in Albion” e quelli di “Shotter’s Nation”. Il gruppo ci sembra piuttosto carico e particolarmente deciso. Ne deriva uno show minimale (niente effetti particolari, solo Rock ‘n Roll) ma ben suonato e ben costruito. La voce del nostro “artista maledetto” regge molto bene e sembra non mostrare alcuna crepa rispetto alla strafottente potenza che mostra su disco.

Delivery, il primo singolo estratto dal secondo disco della formazione inglese, scalda la pista; la band esegue il suo Rock sanguigno e “elegantemente imperfetto” sotto gli occhi di un pubblico davvero coinvolto. Il profeta Pete parla e la folla adorante mostra il suo entusiasmo attraverso balli sfrenati e scanzonate promesse di fedeltà.

E’ probabilmente Albion il pezzo che maggiormente definisce il carattere di questa band; un’atmosfera che danza pacatamente tra soffici chitarre e melodie tanto dolci quanto amare e ironiche (il ritornello lo cantano davvero tutti, tra accendini che si accendono e indumenti intimi che sorvolano allegramente il palco).

Peccato solamente per una cosa: un’ora e venti di concerto sembra davvero troppo poco, soprattutto se si può contare su una band vera come i Babyshambles.