Benvegnù @ Circolo Degli Artisti, Roma 12/12/09














Paolo Benvegnù @Circolo Degli Artisti, Roma 12/12/09

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Paolo Benvegnù @Circolo Degli Artisti, Roma 12/12/09

di Ida Stamile

Ci sono attimi in cui è meglio far finta di niente condensando le parole nel silenzio; momenti in cui vorresti scappare e invece rimani bloccata in una fissità che non dà tregua; instanti nei quali il pensiero lacrima e dalla mente germoglia la consapevolezza che gli uomini non siano soltanto dolce e rapita idealizzazione. Un baleno di vita che non ha bisogno di linguaggio, un primitivo dolore fagocitato dal ricordo. Una cattiva congiuntura astrale conscia della fine, ma felice del suo passato un po' “Santo” e un po' “Blasfemo”. Una sublimazione siderale di desideri che solo la poesia di Paolo Benvegnù sa condensare.

Quest'intima sensualità di musica e testi si è fatta portavoce della “Non-soluzione”, “subita, contesa, preferita e amata” dal pubblico del Circolo Degli Artisti. Due set, uno acustico (con flauto e archi) e l'altro elettrico, hanno duellato fino a travolgere ordinarie e straordinarie sensazioni imprigionate nel suono. Ogni sussurro di Benvegnù è riuscito a penetrare l'anima; il basso di Luca Baldini, le tastiere di Guglielmo Ridolfo Gagliano e la batteria di Andrea Franchi hanno scandagliato i sensi. Tra ironia e intimismo, cambi di palco e leggeri sfasamenti acustici, le vibrazioni ritmiche hanno generato un vortice di brani, via via più concitati, pronti a scomparire e riapparire come immagini in dissolvenza. Si sono susseguite, come soggettive esperienze alla moviola: Cerchi nell’acqua, La distanza, 500, Il mare verticale, La schiena (nella doppia versione acustica ed elettrica), Amore santo e blasfemo.

Il momento più alto di questo convegno musicale ha visto l'entrata in scena di due esperti di “musica brasiliana”, i santoni Manuel Agnelli e Rodrigo D’Erasmo, della setta esoterica Afterhours. È così partita una Vudù-jam session, dal sapore complice e intenso, che ha ritualizzato una Macumba sonora violentemente profonda: la tristemente vera Ci sono molti modi; la “Reale” Io e il mio amore, l'illuminante “Scisma” di Rosemary Plexiglas, le “lame” e le “dame” de La sottile linea bianca.

Poi la musica si è mostrata come fluire di note, dopo quasi due ore di concerto e ripetuti bis, la leggiadria di Quando passa lei contrapposta alla virulenza di Tungsteno, La peste e il Nemico e l'epilogo con Suggestionabili.

Tutto il concerto finirà presto su disco…..Intanto, spenti i riflettori, calato il sipario, il sogno-spettacolo è terminato trascinando con sé la “Dissoluzione” di un Viagra trasfigurato individualmente. Un live dove dolore e gioia si sono rinnovati attraverso la distanza di un'assenza sino a raggiungere redenzione piena.