Bud Spencer Blues Explosion @ Roma Circolo Degli Artisti 27/11/2010

Dopo un estenuante giro per l’Italia si sta per concludere il tour dei Bud Spencer Blues Explosion, stasera al Circolo Degli Artisti in una formazione allargata, già testata e vincente all’Auditorium Parco Della Musica. Cosa è cambiato da allora? Niente, o quasi. Il duo ha la stessa identica potenza e dinamicità, suona ogni data come fosse l’ultima, con il pepe al culo o Satana alle spalle, fate voi.

Adriano da fondo a tutte le sue energie, sfrutta una tecnica invidiabile risultando però meno logorroico che in passato. È un riffmaker d’assoluto rispetto, il suo rifferama scomoda i giganti della chitarra blues elettrica ed acustica. Hendrix, Waters, Page scorrono in ogni suo solo. I passaggi veloci e gli abbellimenti di cui è capace emergono con più facilità. Cesare invece, sempre più magro, scuote le pelli con violenza e classe, staccando e ripartendo fulmineo ad ogni cenno del suo compagno di viaggio.

In due producono il rumore di uno sfasciacarrozze che lavora a pieno regime. Stavolta il pubblico è molto più numeroso, attento e soprattutto canta i loro pezzi, le mani si spellano e le corde vocali si scorticano in Hey Boy Hey Girl, mentre in Mi Sento Come Se il nervoso, e veloce, riff toglie il fiato prima di confluire nel cambio di tempo rallentato che tanto ce li ha fatti amare.

Poi arrivano Blues Di Merda e Frigido con Adriano impegnato su due microfoni e Cesare in debito d’ossigeno. Intanto con il passare dei minuti l’aria in sala si fa soffocante, ma è solo un attimo perché la nostra attenzione è catalizzata dall’arrivo di Bertallot, alla voce, e Saturnino al basso.

A differenza degli spettacoli precedenti i pezzi stavolta sono cinque. Le danze si aprono con Daft Punk is Playing At My House, irresistibili doppi cori in falsetto e ritmica danzereccia, seguono la stupenda rivisitazione di Con Te Sto Bene, “b-side” dell’indimenticato Battisti, e un brano dei Casino Royale. Per finire gli chef del blues nostrano propongono la quintessenza del blues rock racchiusa in due parole: Voodoo Child (Slight Return) iper-elettrificata che demolisce il Circolo riducendolo in polvere.

Ve li siete persi? “Sunnu cazzi vostri!” direbbe il buon assessore al “cemento e pilu” Cetto La Qualunque.

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