Bugo – Roma, Caracalla, 17/07/08

Bugo – Roma, Caracalla, 17/07/08

Sei anni fa, folgorato dal bellissimo DAL LOFAI AL CISEI, ho cominciato ad interessarmi a questo strano artista noto come Bugo. Da allora la domanda ricorrente tra i miei amici “musicologi” è stata : Ma Bugo c’è o ci fa ?
Impaziente di scoprire la vera natura di Cristian Bugatti ho deciso di vederlo sul palco della festa dell’Unità di Caracalla.
Bugo sale sul palco con la sua andatura molleggiata verso la mezzanotte, poco dopo che i Linea77 hanno liberato l’aria dal loro frastuono e dai loro piccoli e coloriti fan, attesi all’esterno dagli impazienti genitori.

La folla che aspetta il buon Bugo è scesa vistosamente di numero (e salita di età) rispetto a quella scalpitante per il gruppo torinese, ma il colpo d’occhio è comunque soddisfacente e ironicamente frizzante.
Il cantautore di Trecate prende la scena ribadendo la sua svolta pop sin dalle prime battute. Chi si aspettava lo strimpellatore di provincia rimane inevitabilmente deluso, il nuovo Bugo non si concede in parentesi acustiche. Nuovo taglio di capelli, look vagamente post-punk e largo spazio ai sintetizzatori.

Apre le danze “Nel giro giusto” alla quale il pubblico reagisce con entusiasmo, segno che vendere l’anima al “dio-pop” ha permesso all’ex “folksinger” di raggiungere un pubblico prima solo sognato. L’entusiasmo cresce quando Bugo, pescando sempre dall’ultimo CONTATTI, propone il singolo “C’è crisi”, cantato in coro dalla maggior parte dei presenti. Non appena si espande nell’aria l’irresistibile groove di “Ggell” anche i più nostalgici si scaldano e il buon Bugatti gigioneggia con la sua proverbiale sguaiatezza . Dopo un’improbabile presentazione del gruppo (Greg alle tastiere, Greg al basso e Greg alla batteria ???) Bugo torna sull’ultima fatica proponendo a ruota la rappettara “Le buone maniere”, la vagamente romantica “Love boat” e la filastrocca “La mano mia”.

In un tripudio di rumori sintetizzati arriva l’imprescindibile “Casalingo”, vera gemma di pop malato che ha reso Cristian Bugatti il più credibile Beck italiano. L’attitudine buffonesca del rocker di Trecate esce fuori verso la fine dell’esibizione, quando si presenta sul palco in stile Clint Eastwood con fischio morriconiano in sottofondo per chiudere il concerto con “il Sintetizzatore”, brano, che sebbene sia datato 2004, suona oggi come manifesto della sua svolta commercial-pop. Il pubblico divertito non si risparmia in applausi e Bugo salutandolo decide di lasciarlo a bocca aperta: il suo gruppo è veramente formato da tre Greg identici in tutto e per tutto….

Ma Bugo c’è o ci fa ?
Chi era presente l’ha capito !