California Guitar Trio e Tony Levin – Roma, Stazione Birra, 16/05/08

California Guitar Trio e Tony Levin – Roma, Stazione Birra, 16/05/08

Mi ricordo che rimasi positivamente impressionato dal talento e dal virtuosismo di Tony Levin, dopo aver visto l’esibizione durante la quale il bassista era a servizio dei King Crimson immortalati dal vivo durante il tour di Thrak.
Chi, se non lo staff di Stazione Birra specializzata nell’ospitare grandi nomi, poteva avere l’onore di far esibire un gigante del genere?
Non mi faccio pregare e colgo l’occasione al volo per vedere il bass-man in azione insieme ai California Guitar Trio, già noti per collaborazioni con il mai troppo elogiato Robert Fripp.
Fra una birra e qualche chiacchiera in sala, il pubblico affluisce lentamente e mentre prende posto il trio inizia a
guadagnare il palco, scarno e spartano. Di Levin ancora nessuna traccia.

Dopo una breve intro, la figura alta e snella di questo grandissimo musicista e session-man d’elite, appare sul palco.
Levin sfrutta i minuti del primo brano per risolvere qualche fastidioso inconveniente tecnico che affligge la sua pedaliera eliminando uno degli effetti, cosa che gli procurerà qualche problema con i volumi dello Stick.
È solo dopo la quarta canzone che Tony riuscirà trovare un giusto compromesso fra il suono del tapping battente e quello delicato derivato dall’uso dell’archetto che lo accompagnerà per qualche brano.
Il trio appare in ottima forma e alterna vecchi cavalli di battaglia a due brani nuovi di zecca, uno dei quali è una composizione, cattivissima e incalzante di Levin che lo vede guidare i chitarristi attraverso una ritmica indiavolata.
I quattro sono molto affiatati e si “trovano” ad occhi chiusi (come potrebbe essere diversamente fra musicisti di questo calibro?).
Ciò non può che rendere felice il pubblico che li omaggia con ben due “standing ovation”, la prima dedicata alla bellissima rivisitazione di Echoes parte I e II (Pink Floyd) legate fra loro da un ottimo arrangiamento, l’altra è in onore della parte finale dello show.

I bis prevedono un rientro sulle note dell’ormai celeberrima “Misirlou” ri-portata alla celebrità dall’uscita di “Pulp Fiction”, mentre il secondo non è altro che il tema dell’”Esorcista”.
Levin sorride soddisfatto, il pubblico apprezza il lavoro della band mentre i tre ringraziano più volte.
Dopo lo show io e altri pochi rimaniamo in giro sperando di poter incontrare il quartetto.
La nostra pazienza viene ripagata dall’arrivo della band ma senza Levin che si presenterà, però, poco dopo.
La sua figura alta e imponente aumenta un po’ la sensazione di soggezione di fronte ad una star del genere, ma il suo sorriso e l’italiano, quasi perfetto, sfoggiato per salutare un suo amico fotografo, spazzano via ogni indugio.
Dopo qualche foto di rito e qualche parola sull’esibizione, lascio Stazione Birra soddisfatto per la piacevole serata passata all’insegna della grande musica.