Carmen Consoli @ Auditorium Parco della Musica, Roma – 1/02/2010














Carmen Consoli@Auditorium Parco della Musica, Roma – 1/02/2010

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Carmen Consoli@Auditorium Parco della Musica, Roma – 1/02/2010

di Valentina Gianfermo

“Ventunodieciduemilatrenta”

Carmen è una ‘fimmina’ italiana di tutto rispetto, ed è proprio questa sua femminilità che porta ogni volta in concerto per il suo pubblico, questa volta quello della data riservata alla stampa, dove Carmen si presenta con in braccio un basso, che fa da contro canto alla sua esile e aggraziata figura.

Quella di Carmen è energia pura che sprizza da ogni nota, da ogni parola, che racconta la nostra società, quella italiana, quella del suo sud sì, ma anche quella di tutti. Una società che spesso non le piace, che spesso denuncia, e, altre volte, incoraggia a reagire. Carmen parla anche di amore, come sempre, il tormento delle donne, il supplizio di una vita.

L’evento, “Ventunodieciduemilatrenta”, si svolge nella sala Teatro Studio, pieno di amici e giornalisti, tutti carpiti dal magico incanto della “cantatessa”. Questo evento vede emergere la parte più sperimentale di Carmen, quella che vede alternarsi acustica a elettronica, più vicina alla psichedelia di genere, grazie anche a Leif Searcy, batterista con cui Carmen renderà omaggio alla sua amica e regista, Maria Sole Tognazzi autrice di “L’uomo che ama” con “Komm Wieder”, per ricordare quali sono le “conseguenze dell’amore”.

Carmen si arrampica sul suo basso e sulla sua voce, sempre quella che l’ha caratterizzata così tanto in tutti questi anni di carriera, e ripropone anche brani noti e cari al pubblico come “Venere”, “Fino all’ultimo” e “Blunotte”, durante la quale è accompagnata al pianoforte da Andrea Pesce, che con il suo tocco dona una veste del tutto nuova a questo brano.

Ma stasera non ci saranno i grandi successi di Carmen, stasera la fanno da padrona le produzioni più sentite e intime, quelle più romantiche e sofferte, una Carmen reale sempre in “Stato di necessità”, fino ad arrivare ad
“Elettra”, figlia della nuova produzione incentrata sui personaggi femminili più tormentati dei miti greci.

Ogni concerto della Consoli è così, un intenso susseguirsi di emozioni e stati d’animo, una culla della civiltà intrisa dal sole della sua terra, la Sicilia, che, prepotente, emerge in ogni brano, ancor più nell’ultima produzione che vede il mito greco come fil rouge; un popolo, quello greco, così vicino e fratello della nostra Italia.
Carmen delizierà l’Auditorium ancora con due date e, ci auguriamo, che torni presto a farci sentire i colori della nostra terra e quelli della sua anima, perché di lei si vuole sempre “un sorso in più”.