Concerto DOWN – 22 Aprile 2008 Alcatraz Milano

Concerto DOWN – 22 Aprile 2008 Alcatraz Milano

Ci sono personaggi dai mille perché, che hanno una storia dietro e che possono pregiarsi di aver detto qualcosa in grado di essere tramandata ai posteri andando oltre il significato generazionale del tempo. Questi stessi personaggi, chissà per quale presagistico motivo, hanno spesso compiuto degli abusi lungo il corso della loro vita ed il loro successo è un’altalena costante tra momenti di buio totale ad attimi più o meno lunghi di osannato successo. E nessuno può dire se con o senza tali abusi il destino di questi uomini sarebbe stato lo stesso.

Ebbene in cima a questa strana lista non possiamo che non trovare Philip Anselmo, colui che ha strappato l’anima glam dei Pantera poco più che adolescenti ed ha aggiunto tacchette su tacchette nel percorso che la musica estrema aveva da percorrere, segni che risultano influenze lampanti in band emergenti tutt’oggi.
Ebbene Phil, grazie ad un’amicizia secolare con i Corrosion Of Conformity, Crowbar e non solo, decise nel lontanissimo 1992 di formare un nuovo fenomeno musicale, i Down, che lungi dall’essere post-moderno o trascendentale intendeva solo rivalorizzare la grande esperienza dei miti degli anni ’70 ed ’80, che hanno profondamente ispirato le vite dei musicisti.

Probabilmente è proprio per questo motivo che in occasione della loro discesa in Italia, ben 16 anni dopo la loro genesi e “soli” 3 album all’attivo (e che album!), hanno deciso di omaggiare i propri fan (e non solo “propri”) con un video che alternava le pazzie di Phil, Zakk Wylde, Trujillo, Pepper e soci ad altrettanti video musicali di band fondamentali, la cui creatività giustifica la nostra stessa presenza quel giorno all’Alcatraz. E così si è assistiti ad un tripudio di storia applaudendo in video ed in stage Ted Nugent, AC/DC, Deep Purple, Black Sabbath, Scorpions, Lynyrd Skynyrd e tutto ciò che ci portiamo dietro il groppone da 30 anni a questa parte.

Nemmeno il tempo di prendere ossigeno che al termine del video partono i 5 forsennati louisiani alla conquista di Milano, con un assetto audio che trasbordava il palco ed un volume pronto a fare eco dall’altra parte della città. Quanto sono cambiati i Down in questi 16 anni? Beh la direzione stilistica e la voglia di divertirsi non si è scalfita per nulla e lo dimostra la grande attenzione della band al primo immortale capolavoro ed all’impatto scenico dimostrato: Lifer, Pillars Of Eternity, Temptations Wings, Losing All, ci portano indietro nel tempo ed addirittura l’arduo compito di chiusura è lasciato alla durissima Bury Me In Smoke.

Un Phil in formissima (nonostante i pronostici) ed una coppia di chitarristi Pepper/Kirk di tutto rispetto capace di trainare l’intero show grazie ad un riffing da paura, il tutto condito da una sezione ritmica straordinariamente classica (Rex non ha bisogno di presentazioni e Jimmy Bower con la sua batteria personalizzata che ha resistito nonostante fosse vittima di una violenza sessuale).
Ovviamente era l’occasione per presentare il freschissimo “Over The Under”, onorato dall’essere presente principalmente tramite le bellissime Three Suns And One Star, On March The Saints e N.O.D.
Inutile rimarcare quanto siano stati capaci di creare in termini di emozioni i Down in quasi 2 ore. L’età avanza ma di certo non risulta un loro problema e questo ci fa ben sperare circa il loro futuro.
Ci rivedremo il 22 Luglio!