God is an Astronaut@Init, Roma 28/05/2009














God is an Astronaut@Init, Roma 28/05/2009

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God is an Astronaut@Init, Roma 28/05/2009

di Ida Stamile

Un impaziente serpente umano, lungo e variegato, maculato di tutte le età, ha invaso l'Init in occasione del concerto dei God Is An Astronaut.
Questa band ( Torsten Kinsella, Neils Kinsella, Lioyd Hanney), nata nel 2002, anno di pubblicazione del loro primo album The End of the Beginnig, trascina con sé tutta la forza naturale del post -rock strumentale proveniente dall'Irlanda, nello specifico da Glen of the Downs, nella contea di Wicklow.
Il trio irlandese, in questa circostanza, ha saputo ben ripagare la mostruosa coda serpentina trascinandola in atmosfere rarefatte, in bilico tra sogno e realtà.
Alle 22:15 è il gruppo spalla a dare inizio all' estasi: i Tomydeepestego. La loro musica è un condividere emozioni, un dare e ricevere attraverso note e riff. Attraverso il loro sound “emotivo” il cuore e l'orecchio si sono ben preparati al successivo flusso di coscienza del Dio -Astronauta.
Alle 23 l'ebrezza sonora inizia a sobillare i sensi. Le note partono lente e malinconiche per poi sfociare in ritmi incalzanti forieri di rabbia, impeti esplosivi di musica.
Si genera un vortice straniante incalzato da giochi di luci ed ombre e dallo schermo alle spalle della band. Esso sputa immagini (solari e lunari, la quiete della natura e l'ira incendiaria e tellurica, lo spazio e l'ultra-spazio) che lo spettatore fagocita nell'inconscio. La carica psichica del Full Audio Video Show (così il gruppo definisce i proprio concerti) produce i suoi fantasmatici effetti, che nel complesso paiono avvicinarsi alle videoinstallazioni del pioniere Nam June Paik e del coevo Bill Viola. Il suono diventa vivo e le immagini si metamorfizzano.
Mentre si percepiscono i ritmi della natura, scorrono pezzi dell'ultimo nato God Is An Astronaut (2008) e vecchie glorie panteistiche (Fragile; The End of the Beginning; From dust to Beyond; Darkfall; Fire Files and Empty Skies; Beyond The Dying Light; All is Violent, All is Bright), in un tripudio di infinità acustica immersi nello spazio interstellare.
Il finale è tutto esoterico. I simboli si fondono ed escono dallo schermo mentre la musica irrompe nella testa e le note ammaliano ogni percezione, stregando la ragione.
La setta sonora ha compiuto il suo rito!!
GOD IS YOU!!!