Joan As Police Woman + Nada @ Casa del Jazz, Soluzioni Semplici Festival, Roma 5 /7/2011

Gli acquazzoni pomeridiani non hanno impedito il doppio set al femminile previsto in chiusura della prima edizione del Festival Soluzioni Semplici, al parco della Casa del Jazz di Roma: Joan As Police Woman e Nada. Personalità lontane per diversi motivi, per età, intenzione, stile, ma per una sera vicine davanti a un pubblico nutrito, anche se lontano dal sold out. Il trio di Joan Wasser viene accolto da un applauso fiacchissimo e presenta un concerto basato su tempi medio lenti, che vedono la poliziotta districarsi non senza problemi, sia tecnici che di impostazione generale, tra microfoni, chitarra e tastiere. Voce scura, penetrante, dalla buona cifra emozionale che però non riesce a coinvolgere del tutto gli spettatori che – comodamente seduti sulle sedie predisposte dall'organizzazione – la osservano senza grandi sussulti; qualcuno approfitta per aggiornare il profilo facebook, altri – ma sono veramente pochi – mandano a memoria qualche testo dall'ultimo "Deep Filed". Non lo neghiamo, ci si aspettava qualcosa in più, anche se forse – visto che la stoffa c'è e Joan lo ha dimostrato in diverse occasioni – il set avrebbe avuto maggiore presa in un contesto più intimo e meno dispersivo.

 Diverso il discorso per Malanima. La cantautrice livornese sfodera subito un timbro vocale coloratissimo, pieno di insenature emozionali e venature espressive notevoli, dovute a una lunga carriera dove si rintracciano vette d'assoluto spessore artistico. Le nuove canzoni di "Vamp", grazie soprattutto alla spinta dinamica degli Zen Circus che affiancano Nada sul palco, assumono un sapore più aspro, denso, che riempie l'aria ed esalta i fan dell'ultima ora. C'è spazio anche per i vecchi successi, vedi "Amore disperato"; si balla dunque, salta il sistema metrico delle sedie in fila e ordinate, tutti sotto il palco. Nada tiene la scena in modo esemplare, accelera con "L'elettricità", si fa pensosa e innamorata con "Stagioni", salta indietro nel tempo con "Ma che freddo fa", omaggia Piero Ciampi (brividi diffusi, ndr), non dimentica di inserire in scaletta "Vuoti a perdere" dall'apprezzato "Andate tutti affanculo" dei validi compagni di palco. Performance di livello, fatta di cose semplici, azzeccate, sobrie, senza inutili orpelli, che arriva dritta al nocciolo della questione e strappa applausi sinceri.