Joan as Policewoman@Circolo degli Artisti, Roma















Gods Of Metal 2007 – part II – 30 Giugno

Artista:Joan as Policewoman
Luogo:Circolo degli artisti, Roma
Data:24/11/2008
Durata:90' circa
Autore:Patrizio Schina

Joan as Policewoman@Circolo degli Artisti, Roma

Apparsa (quasi) dal nulla due anni or sono, Joan Wasser torna per la seconda volta al Circolo degli Artisti, per presentare ad una platea ormai affezionata il suo ultimo “To Survive”.
La sala gremita segna la completa affermazione da solista, di un’artista che può vantare un curriculum veramente ragguardevole (Jeff Buckley, Antony and The Johnson, Rufus Wainwright).
Una consacrazione che sembra spiazzare la stessa Joan, impressionata dalla calorosa accoglienza riservatale dal pubblico romano, intrattenuto fino al suo arrivo dagli acerbi ma promettenti Vinegar Socks.
Bastano le poche note che introducono “Honor whishes” per catturare i presenti e trasportarli nel sensuale mondo di Joan As Policewoman, un mondo di dilatate note pianistiche e magistrali sospiri a cui è davvero impossibile resistere. Come prevedibile Joan sceglie di privilegiare il nuovo lavoro, e lo fa con la solare “To be loved”, accolta positivamente e cantata in coro da molti dei presenti.
Con “Flushed chest” arriva la prima parentesi dedicata al vecchio e fortunato album, che prosegue con la bellissima “The Ride”, acclamata giustamente come uno dei cavalli di battaglia della talentuosa artista americana. L’atmosfera è quella giusta e Joan la sfrutta al meglio introducendo uno dei suoi pezzi più profondi e drammatici, “To be lonely”, un brano dedicato alla recente scomparsa della madre (tema portante di “To Survive”) e sorretto unicamente dalla voce e da poche note di piano. Il fragoroso applauso che segue la delicata ballata, testimonia la riuscita di un passaggio chiave del concerto: creare un momento di grande intimità con una moltitudine di persone..
Il clima ritorna leggero quando la “donna poliziotto”imbraccia la chitarra ed esegue “Holiday”, arioso brano che può essere preso ad esempio per spiegare cosa intenda Joan per “soul americano”.
Le doti vocali di Joan emergono in tutto il loro splendore nella “soffice” “Start of my heart”, tributata da una vera e propria ovazione che rischia di far arrossire la stessa artista che non si risparmia in ringraziamenti. “Real Life” ritorna con due brani immancabili: “I defy”, dove la mancanza di Antony Hegarty alla seconda voce si fa onestamente sentire, ed “Anyone”, eseguita forse in maniera troppo sbrigativa, segno che l’artista è completamente assorbita dai nuovi brani.
Poco prima della chiusura arriva una chicca per gli appassionati del buon vecchio rock anni ’70: una versione ultra rallentata e dal ritornello acido di “Fire” di Jimi Hendrix.
Chiude il concerto il potente medley di “To America” e “Furious” che Joan introduce manifestando la propria fiducia per il neo-presidente Obama.