Katatonia @ Alpheus, Roma 25/3/2010

Katatonia @ Alpheus, Roma 25/3/2010

Quasi venti anni di attività passati tra sterzate stilistiche che hanno abbracciato doom metal, gothic metal, death metal, progressive metal e depressive rock. Poi vari stravolgimenti nella line up da pochi mesi orfana dei fratelli Norman alla chitarra e al basso, e ben 8 album pubblicati tutti di elevatissimo livello. Queste le caratteristiche alla base dei Katatonia, gruppo svedese che manca dal nostro paese da molti anni.

A causa del tipico traffico Romano e i soliti problemi legati al parcheggio giungiamo all’Alpheus appena dopo l’esibizione del primo gruppo della serata, i Long Distance Calling, autori nell’ottimo Avoid the Light, di un post metal alquanto interessante.
Riusciamo però a gustarci per intero lo show dei finlandesi Swallow the Sun che ben si sposano stilisticamente parlando con gli headliner della serata. Il loro death-doom-metal melodico e aggressivo quanto basta convince il pubblico fin dalle prime battute che ben risponde ad una band in forma(su tutti un batterista di prim’ordine e il singer capace di passare agevolmente dalla voce distorta al clean al growl) e che può avvalersi di una buona resa sonora. Una buona prova che rende merito ai Katatonia per averli voluti al loro fianco.

Un cambio di palco abbastanza rapido ed eccoli sul palco: nemmeno una parola e subito “Forsaker”, opener del nuovo “Night is the New Day” apre le danze di un concerto che soprattutto premierà i fan degli ultimi Katatonia. La band sceglie infatti di proporre in scaletta ben sei pezzi dell’ultimo album e pescare soprattutto tracce degli ultimi 4 lavori, trascurando del tutto le prime produzioni della band: i Katatonia non sono più quelli doom-death degli esordi e non mancano occasione per ribadirlo. Ora è una band smaliziata, che si è scelta un sound tutto suo, cupo e malinconico ma anche tecnico e pulito, più vicino ad un progressive metal crepuscolare comunque avaro di tecnicismi avulsi dal contesto. Il pubblico comunque accoglie bene soprattutto “My Twin”, singolo estratto dal superlativo “The Great Cold Distance” e “Ghost of the Sun” da Viva Emptyness, cantati in coro rincorrendo il particolare stile e timbro vocale del leader Jonas Renske. La band è in ottima forma, e i nuovi integrati al basso e chitarra fanno la loro parte aiutati da una resa sonora di elevata qualità(forse un po’ basso il volume della seconda chitarra). E se qualcuno storce il naso di fronte all’ennesima proposta dagli ultimi album(un paio di pezzi onestamente erano evitabili) è un vero e proprio boato quello che accoglie la amate “Dispossession” da Last Fair Deal Gone Down primo encore della serata e soprattutto “For My Demons” prima traccia di “Tonight’s decision”, album che fa da spartiacque dalla prima fase della carriera della band e la seconda. Sulle note di “Leaders” si chiude un concerto qualitativamente ineccepibile che lascia sicuramente soddisfatti coloro che amano soprattutto le ultime produzioni mentre per i vecchi fan rimane il rimpianto di non aver ascoltato nulla dalle prime produzioni della band.

Emanuele Catani