Le luci della Centrale Elettrica@Circolo degli Artisti, Roma 01/10/2009














Le luci della Centrale Elettrica@Circolo degli Artisti, Roma 01/10/2009

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Le luci della Centrale Elettrica@Circolo degli Artisti, Roma 01/10/2009

di Giuseppe Pugliese

Ibrido è l’aggettivo che meglio descrive il live delle Luci della Centrale elettrica. I due elementi eterogenei che compongo questo pestilenziale ma fruttuoso innesto sono da un lato la voce di Vasco Brondi che restituisce urgentemente i suoi pensieri e dall’altro il ricamo musicale delle due chitarre, della viola e del violino di D’Erasmo, già Afterhours. Ibrido perché il progetto stesso è a metà tra il reparto musicale e la libreria di un megastore, tra il reading e il concerto. I tre accordi di ogni canzone che si rincorrono servono solo a segnare una traccia lungo la quale la viscerale e suggestiva sloganistica può prendere forma e direzione. La parte musicale del concerto è cambiata rispetto lo scorso anno quando ad accompagnarlo c’era il deus ex machina Giorgio Canali, abile distorsore capace di dare profondità e rendere ancora più alienanti le saette visionarie del comunicatore di Ferrara. Ora sono gli archi a compiere questo lavoro di ricamo e di fioritura tra una citazione di Leo Ferrè e una frase che potremmo trovare in un cesso dell’autogrill, preferibilmente della bassa padana. I cori massicci della “Lotta armata al bar” e “Stagnola” più che essere mantra generazionali, sembrano restituire l’urgenza di condividere con i propri simili tanti ascolti solitari avuti in singole troppe care o in abitacoli fermi a fissare dal basso verso l’alto gli stop dei suv.

In un’ora di concerto Vasco Brondi lascia fuori dalla scaletta “La gigantesca scritta coop”, rende omaggio a De Andrè con “la domenica delle salme”, allunga la versione di “Per combattere l’acne” con altre strofe che probabilmente si potranno trovare nel libro “Cosa racconteremo di questi cazzo di anno zero” e tra un brano e l’altro legge un passo da un “Diario minimo del Carcere” della brigatista Susanna Ronconi provocando lo stesso senso di estraneità e invidia che provo per motivi anagrafici quando m’imbatto nell’immaginario evocato dagli Offlaga Discopax. La targa ricevuta la premio Tenco mi assicura che Vasco Brondi è senza dubbio il miglior Vasco in circolazione ma il fatto che non abbia fatto il bis mi fa chiedere se sono stato veramente ad un concerto.

Scaletta

1. Lacrimogeni
2. Piromani
3. Monologo su Ferrara ([link=hyperlink url]http://ladolescentecosciente.blogspot.com/2009/07/tu-mi-dicevi-da-questa-citta-ce-ne.html[/link])
4. Stagnola
5. Sere Feriali
6. La domenica delle salme
7. Per combattere l’acne
8. Fare i Camerieri
9. La Lotta armata al bar