Megadeth – Alcatraz Milano 04 Marzo ‘08














Megadeth – Alcatraz Milano 04 Marzo ‘08

Artista:Megadeth
Luogo:Milano
Data:04 Marzo 2008
Durata:N.A.
Autore:Marcello Zinno
"Megadeth01"

Megadeth – Alcatraz Milano 04 Marzo ‘08

Caro Dave,
appena ho saputo che saresti venuto a trovarci in Italia ho fatto il buono, ho detto tutte le notti le preghiere e non ho più risposto male a mamma e papà. Era da tanto che ti aspettavo e avevo molta voglia di vederti visto che il tuo ultimo album mi è piaciuto molto e lo ascolto sempre.
Mi spiace che litighi sempre con i tuoi amici e che li cambi sempre. Sono venuto a vederti settimana scorsa e mi sono divertito tanto ma volevo farti una domanda: cosa ti è successo alla voce? Qualcuno ti ha fatto male? Chi è stato? Forse è il tecnico del suono che è stato cattivo oppure sei tu che ormai stai diventando come lo zio?

Ebbene, abbiamo voluto introdurre l’attesissima discesa in terra italica dei Megadeth con questa pseudo-lettera di Babbo “Dave” Natale scritta da un normale bimbo, perché si sa che i bimbi sono spontanei e dicono sempre la verità. La verità infatti è che, al di là della performance, la vera pecca è stata propria la sezione vocale, sicuramente danneggiata da una regolazione sbagliata dei suoni (ma a questo punto ci chiediamo: voluta?) ma anche un po’ dalla “stanchezza” del singer che se riusciva ad intonare grandi noti con la sua sei corde non si mostrava altrettanto all’altezza dinanzi al microfono. L’evento forse ha avuto anche dei risvolti positivi in quanto è servito a nascondere qualche errorino del frontman nonostante fosse principalmente una questione di volume accompagnata da un settaggio squilibrato delle due chitarre (immaginate a favore di chi?).

Tolto il sassolino dalla scarpa possiamo passare a tutte le emozioni dipanate dalla bomba atomica che si è abbattuta sull’Alcatraz. Dopo l’opener Sleepwalker che ha presentato il cangiante biondo al pubblico milanese, Wake Up Dead ha svegliato in tutti i sensi i presenti, ormai coinvolti in balli “da marea” sotto il palco per poi esplodere in un pogo infernale con la successiva forsennata Take No Prisoners. Di lì è partita la vera battaglia di Dave & Co. pescando a man bassa da tutti i loro maggiori successi: Skin O’ My Teeth e la bellissima Symphony Of Destruction dal moderno Countdown To Extinction, Hangar 18 e Tornado Of Souls dalla pietra miliare che porta il nome di Rust in Peace, e i più attuali Washington Is Next e Never Walk Alone dall’ultima fatica United Abominations (n.d.r. forse dal vivo sarebbe stata meglio una Play For Blood), il tutto mentre l’ormai famoso ed onnipresente Frate Cesare giaceva sbalordito dinanzi alle transenne fissando lo special guest al centro del palco.
Le note più romantiche sono giunte con In My Darkest Hour ma soprattutto con A Tout Le Monde versione 2007 con l’ingresso (forse attendibile ma sicuramente molto piacevole) di Cristina Scabbia sul palco per duettare con MegaDave…purtroppo anche la sua voce è stata colpita dal “morbo della scomparsa”, il che ci fa puntare sempre più il dito contro i tecnici.
Una nota di merito va sicuramente a Tornado Of Souls, eseguita egregiamente anche dal nuovo arrivato Chris Broderick (Nevermore) che ha realizzato tutte le parti (assolo in crescendo compreso) in maniera irreprensibile, differenziandosi rispetto all’esecuzione di Glen Drover (ex-King Diamond) del GOM ‘07. Bella anche Trust, ma molto meno coinvolgente della attesissima Peace Sells che ci ha portati tutti indietro nel tempo.

Momento per un bis (solo uno!!) e non si poteva scegliere diversamente: Holy Wars (purtroppo non inframmezzata con Mechanix come abitudine megadethiana insegna…) che ha infiammato il pubblico ma che ha anche chiuso lo show dopo soli 90 minuti circa dall’accensione delle luci.

Caro Dave,
sono stato molto contento della scaletta che hai scelto per tutti noi. La prossima volta però vengo a regolartelo io il microfono!

"Megadeth02"
"Megadeth03"
"Megadeth04"
"Megadeth05"