Mogwai@Cavea Auditorium, Roma 18/07/2009














Mogwai@Cavea Auditorium Roma 18/07/2009

"Mogwai"


Mogwai@Cavea Auditorium, Roma 18/07/2009

di Ida Stamile

Lo scorso 18 luglio, il post rock dei Mogwai ha invaso la “quiete” della Cavea Auditorium. La formazione: Stuart Braithwaite, Dominic Aitchison, Martin Bulloch, John Cummings e Barry Burns.

Alle 21, con puntualità quasi certosina, il palco si presenta come vuoto scenografico, scarno e scuro, colmato unicamente dalla presenza scenica degli scozzesi e dei loro strumenti. Il pubblico non numerosissimo (molte le file rimaste vuote), tra repentini cambi di chitarre, due laptop e tastiere, assiste ad uno spettacolo incentrato principalmente sul suono puro e sintetizzato. La Cavea viene invasa da note lineari e distorte, da musica nella musica, trasformandosi in una sorta di anfiteatro meta – musicale. La prima parte del concerto ha l'aspetto pulito, caratterizzata da uno stile nitido e da una correttezza musicale che in alcuni momenti rasenta l'eccesso. La seconda parte si rivela più energica, irregolare e coinvolgente. Molti sono i brani tratti dall'ultimo lavoro “The Hawk Is Howling”, ben cinque: I'm Jim Morrison, I'm Dead, Scotland's Shame, I Love You, I'm Going To Blow Up Your School, Thank You Space Expert, Batcat.

Nel primo pezzo in scaletta, New Paths To Helicon, Pt. 1, la dicotomia lento/forte si accompagna a mormorii di chitarra, semplici riff di basso e robusti colpi di batteria. Segue I'm Jim Morrison, I'm Dead coccolata da tastiere, arpeggi e loop in sottofondo. Si susseguono poi: Christmas Steps, Scotland's Shame, la morbida “amica della notte” (Friend Of The Night) del CD “Mr. Beast”, le cupe vibrazioni di Ex – Cowboy (“Come On Die Young”), la noise song Auto-Rock sorretta da uno strato di batteria. Le note continuano ad irrompere nella Cavea con variazioni di toni, calma ed esplosione acustica fuse insieme nell'immobilità delle sagome dei musicisti: I Love You, I'm Going To Blow Up Your School, Killing All The Files, Thank You Space Expert, 2 Rights Make 1 Wrong direttamente dall'album “Rock Action” e per concludere l'impeto vulcanico di Batcat. L'inevitabile bis sforna la crudele e lacerante Hunted by a Freak di “Happy Song For Happy People” e termina con l'inno post rock Mogwai Fear Satan.

Il concerto “muore”, il ponte acustico-temporale si chiude, le luci volgono verso il tramonto. Quello che rimane….la percezione di una perfezione sonora che insegue il suono stesso.