Sleepy Sun + Evol/ve @ Circolo degli Artisti, Roma 09/11/2010

Una serata poliedrica ed eclettica quella del Circolo degli Artisti, che si snoda tra sfumature psichedeliche (Sleepy Sun) e caleidoscopiche sperimentazioni audio-visive (Evol/ve).

Il pubblico viene in primis travolto dalle fluorescenze sonore Sixties/Seventies degli Sleepy Sun. È assente Rachel Fannan; non mancano invece all'appello l'“Yn e lo Yang” chitarristici (Evan Reiss e Matt Holliman), il bassista Jack Allen, la batteria tribale di Brian Tice e la gracile e floreale sagoma del cantante Bret Constantino. Ai lati del palco si sprigionano i riff, mentre una primitiva sezione ritmica fa da contraltare al cantato di Constantino. La sua voce si distorce, alternando sapienti fluidi vocali; il suo esile corpo si muove serpentino, percuotendo le maracas, imbracciando una chitarra acustica e suonando l'armonica.

Si parte con le alterazioni ritmiche di Open Eyese, proseguendo con la miscela “allucinogeno/acustica” di White Dove e con Toys. È poi la volta delle percussioni vibranti e arcaiche di New Age, di Red/Black e della dolcemente calda Marina (dal nuovo album Fever).

Tra suoni suoni dilatati e narcotici, fusi a gradevoli nuance melodiche e folk, la qualità musicale è ineccepibile; gli spettatori sono forse poco coinvolti, ma il concerto fila liscio con la leggiadria di un fiore multicolore mosso placidamente dal vento.

La follia anticonformista della sperimentazione “apostrofa” poi il palco di interessante originalità. La scena si anima di eccentrici marchingegni: mattoni, molle sospese, lamine di alluminio, schermi, amplificatori e laptop. Protagonisti e fabbricanti di suoni e rumori sono F.M.Einheit (Einsturzende Neubauten) e Massimo Pupillo (Zu).

Einhet produce turbolenze acustiche con trapani, stecche e martelli, rompendo mattoni, accarezzando la ghiaia e facendo vibrare con affascinante stravaganza molla e lamina. Pupillo domina il suo basso, smuove i pedali, frustando con maestria i fili acustici della performance. Alcuni brani vengono poi arricchiti da efficaci tracce elettroniche pre-registrate. Sullo sfondo si delineano intrecci d'immagini, occhi, bocche, denti, volti, vedute aeree di città, finestre incorporee, in un alternarsi visivo di quiete e deflagrazione.

Una performance nella performance, un'elegante commistione di arte visiva e ricerca sonora che stimola avvincenti astrazioni visuali-uditive. Tra pezzi sparsi ovunque e magmi impercettibili di decibel, organico e inorganico, umano e alieno, fragore e silenzio, si assiste allo scorrere di emozioni rifratte, riverberate da realtà e irrealtà.