Subsonica@Tendastrisce, Roma















Subsonica@Tendastrisce, Roma

Artista:Subsonica
Luogo:Roma, Tendastrisce
Data:5 dicembre 2008
Durata:120' ca.
Autore:Roberto Paviglianiti
"Subsonica

Subsonica@Tendastrisce, Roma

I Subsonica sono la band italiana, e non solo, che più di ogni altra rappresenta l’ipotetico ponte che unisce gli anni ’90 ai giorni nostri; per una nutrita serie di motivi, che si potrebbero riassumere nella capacità elitaria di rendere tutto ciò che fanno moderno senza risultare scontati e commerciali.
Ne hanno avuto ulteriore conferma gli spettatori del Tendastrisce di Roma, lo scorso 5 dicembre, nell’ennesimo episodio del tour de “L’Eclissi”, nel segmento denominato “club tour”, ma che nella tappa capitolina, anziché assumere la dimensione intima del piccolo club, somigliava molto ai laceranti e fumosi rave d’inizio Novanta, anche per via della totale inosservanza del “vietato fumare” invocato più volte dagli altoparlanti.
Due ore di performance intensissime, intervallate solo da una breve e doverosa pausa, con Samuel a rimbalzare sul palco come una pallina da flipper in astinenza da tilt, Boosta completamente preso nel rapporto viscerale con le sue tastiere e il resto della band, Max Casacci in testa, sempre pronti a trascinare il pubblico in una sorta di rito sacrificale, incessante, a tratti furente. I cinque sul palco sono spesso avvolti dall’oscurità e illuminati da sole luci bianche, essenziali. Le canzoni assumono, come dichiarato alla vigilia, il flusso sonoro di un dj; i fan gradiscono le versioni houseggianti a tal punto che buona parte si disinteressa a ciò che avviene sul palco per ritagliarsi spazi ai lati della sala dove ballare continuamente, senza sosta, ripetendo a memoria ritornelli che col passare del tempo somigliano a inni generazionali, a dichiarazioni d’intenti. Azzeccata la scaletta, capace di coniugare passato e presente; ottime le versioni – tra le altre – di “Liberi tutti” e “Ultima risposta”, da incorniciare la cover di “Up Patriots to arms” che arriva a far saltare in aria un catino ormai bollente, dove anche il vostro sempre posato cronista non può esimersi nel muovere il sedere a tempo, sospinto dalla cassa incessante di un Ninja impietoso, al limite della perfidia.
Alla fine, dall’esaltazione si passa all’emozione, alla presa di coscienza, nelle parole spezzate di Max Casacci che dedica il finale del concerto alle morti bianche, a quei ragazzi che «come voi lavoravano e amavano la musica».
I Subsonica spingono a perdifiato, quando calano il ritmo suscitano qualche distrazione; potrebbe essere questo in futuro l’ostacolo da sorpassare, ma per il momento la ragione è tutta dalla loro parte.