Area – Event ‘76

Area – Event ‘76

C’è una sottile linea di confine che divide la sperimentazione dal nulla. È un tratto così capillare che risulta difficile da mettere a fuoco, perché oscilla e sfugge ad una qualsivoglia definizione plausibile.
In musica Event ’76 è uno di quegli episodi che dividono l’ascoltatore, e che creano (inevitabilmente) correnti di pensiero contrapposte.
Una cosa è certa; i ragazzi che nel 1976 affollarono l’Aula Magna dell’Università Statale di Milano rimasero sconcertati di fronte all’esibizione degli Area.
Mai un gruppo italiano aveva osato tanto, mai nessuno si era spinto talmente lontano dal territorio confinato della forma canzone, da quei cardini prestabiliti che atrofizzavano uno sviluppo musicale involuto e senza precisi obiettivi.
Il disco non è di facile ascolto, anzi. Apparentemente non c’è un filo logico, ma c’è un turbine d’interventi dei musicisti sempre teso al rimescolamento delle carte; al disorientamento sonoro.
Desta interesse per il primitivo utilizzo del sintetizzatore di Paolo Tofani, per la voce fatta strumento di Stratos e per il sax di Steve Lacy che emerge, ogni tanto, da una palude di suoni come un raggio di sole improvviso in una giornata di pioggia intensa.
Una musica che esce dagli strumenti rabbiosa e con difficoltà ma che diventa chiave per aprire stanze segrete, buie e fascinosamente inesplorate.