Beatles – Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band

Beatles – Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band

Comodamente seduta nel parterre di un delizioso teatro elisabettiano mi guardo intorno in attesa che inizi la performance…Sono circondata da personaggi illustri. Riesco ad intravedere Bob Dylan, William Burroughs, Marlon Brando che fa comunella con la Dietrich. Al mio fianco, il caro vecchio Albert cerca di erudirmi sulle leggi della relatività. Il teatro è gremito di gente, l'orchesta accorda gli strumenti, sta per iniziare lo spettacolo. La Sgt. Pepper's Club Band sale sul palco. Due chitarre, basso e batteria guidate da quattro omini in divise dagli eccentrici colori iniziano a generare note vivaci. La band è spumeggiante, coinvolge il pubblico e fa davvero sentire la sua presenza scenica.

La melodia avanza magicamente e gli applausi fanno tremare il teatro…“Perciò lasciate che vi presenti/l'unico e solo Billy Shears/E la banda dei cuori solitari del Sgt. Pepper/Billy Shears!”Ed ecco il secondo pezzo in scaletta, With a Little Help from My Friends che si avvale di un gran bel gioco di batteria. Poi si iniza a respirare un'aura psichedelica e pare che tutti (pubblico compreso) stiano vagando tra “alberi di mandarino e cieli di marmelllata” assieme a Lucy in The sky with Diamonds mentre “facchini di plastilina con cravatte a specchio” ci portano da bere. Sentire dal vivo il suono della chitarra filtrata dal Leslie e dell'organo Lowery Heritage DeLuxe è davvero notevole.

Poi è la volta di Getting Better. Gli spettatori cominciano a muovere i piedi immersi in un vortice musicale fatto di chitarre, basso, batteria, bonghi, tambura e pianette e chi più ne ha più ne metta. Un riff di apertura lancia Fixing A Hole che ha un vestito strumentale molto semplice: clavicembalo, basso elettrico e piccoli movimenti di maracas. Durante l'esecuzione del pezzo sento Jung e Crowley, alle mie spalle, discutere animatamente sul significato del “buco” nel testo, tra ipotesi edipico -voyeuristiche ed esoterico-apocalittiche.

I toni si fanno più morbidi; sul palco un'arpa e nove archi sono pronti ad attacare She's Leaving Home. Being for the Benefit of Mr. Kite è un Luna Park di suoni. Mentre la band suona, tutt'intorno si esibiscono giocolieri, clown e artisti circensi. Davvero suggestivo. Con Within You, Without You, l'Oriente e l'Occidente si incontrano e sul palcoscenico fa la sua apparizione il guru Sri Paramahansa Yogananda. Nella posizione del loto, la sua presenza è un modo come un altro per creare l'atmosfera.

La satira sulla vecchiaia When I'm Sixty-Four viene eseguita in vero stile music hall. Molto carino l'esperimento sonoro effettuato in Lovley Rita: la band fa rumori di percussioni con la bocca e suona pettini metallici ricoperti di cartigienica per simulare un kazoo. Il palco è improvvisamente invaso da animali; il gruppo si appresta a suonare Good Morning, Good Morning che termina con il potente chicchirichì di un gallo.

Ormai lo spettacolo sta volgendo al termine. La band ripropone il pezzo d'apertura ma con sonorità più serrate, poi si congeda dal suo pubblico e lo ringrazia per essere intervenuto, il pezzo finisce tra gli applausi. Un'orchestra di 40 elementi accompagna i Fab Four durante il brano di chiusura. E alla fine il silenzio, e poi uno scoppio senza fine e il fumo invade la sala.

Gran bello spettacolo!!..Peccato sia solo illusorio. È un sogno racchiuso in un concept album, una eccentrica fantasmagoria alla Robertson.