De Andrè, Fabrizio – Anime Salve

De Andrè, Fabrizio – Anime Salve

“Per chi viaggia da sempre in direzione ostinata e contraria/ col suo marchio speciale di speciale disperazione/…/per consegnare alla morte una goccia di splendore/ di umanità di verità” Questi versi sono solo per caso quelli dell’ultima canzone dell’ultimo album pubblicato in vita da Fabrizio De Andrè, a trent’anni dall’esordio. Anime Salve non era nato come testamento: non era nato neppure come album di De Andrè ma come un’opera condivisa con Ivano Fossati, replica della collaborazione che aveva già prodotto Le Nuvole. Poi, l’impronta di Faber si fece dominante, relegando l’amico e conterraneo solo alla filosofica title-track e alla favola genovese in forma di filastrocca di A Cumba.
C’è tutto il De Andrè degli ultimi vent’anni, in queste nove canzoni pensate e pensose. Un uomo forse un po’impigrito, cui l’età ha donato quel tanto di distacco che basta per osservare la vita più da lontano ma senza staccarsene troppo, ché male l’avrebbero presa gli sconfitti e i reietti sempre tanto amati.
Così la protagonista di Princesa è una Bocca di Rosa appena più moderna, che dal Brasile porta un tocco speziato, percussioni e mandolino. Khorakhanè è poi omaggio alla dignità zingara, preghiera senza tempo per voce, archi e umanità.
Il riavvicinamento che da metà anni ’80 in poi Faber aveva avuto con la sua Genova mediterranea dura fino alla fine, fino a Dolcenera e al suo andamento sbilenco e sensuale, nel dialogo corale che costruisce la tragedia dell’amore primordiale che non vuole ostacoli. Le favole mediterranee (da segnalare anche la chitarra delicata del figlio Cristiano che anima Le acciughe fanno il pallone) da poco riscoperte eppure dal sapore così antico, la pietas di sempre ed il gusto di pizzicare le sei corde e raccontare con la voce arrochita dal fumo.
Poi si giunge a quello che suo malgrado è un testamento perfetto, quella Smisurata Preghiera con le sue tastiere arabe e le percussioni ondeggianti, e la voce di un uomo che ha scelto di non essere mai maggioranza.