Jimi Hendrix Experience – Are you Experienced

Rispolverare vecchi lp è sempre un buon metodo per risvegliare la mente. Quando poi ti capita tra le mani quella meravigliosa scarica elettrica contenuta tra le note e la voce di Jimi Hendrix nell’album “Are you Experieced”, sai che è il momento di sederti, ascoltare e tornare a quel 1967; anno del debutto del chitarrista di Seattle al festival di Monterey che segna anche il suo ritorno in America dopo il lungo periodo passato in Inghilterra, dove conobbe, tra i molti, i Beatles che lo aiutarono a portare la sua musica oltre oceano.

Furono anni popolati da fibrillazione creativa e musica travolgente; basti pensare a Janis Joplin che fa letteralmente sognare con la sua “Ball & Chain” il secondo giorno al Festival di Monterey. E poi i Cream, Bob dylan, da cui Hendrix prenderà grande ispirazione, senza dimenticare gli straordinari Led Zeppelin formatisi l’anno 1968.

Hendrix è uno dei musicisti che ha cambiato e fatto la storia della musica e “Are you Experieced” è il suo esordio. Quest’album è, infatti, uno dei più importanti della storia musicale. Il trio composto, oltre che da Hendrix, da Noel Redding (basso) e Mitch Mitchell (batteria) è un continuo intersecarsi di follia e pulsazioni.

Ascoltandolo ora, ci si può rendere davvero conto di come fosse totalmente proiettato avanti rispetto a quegli anni; capace di creare futuro con elementi di un passato presente. La band è infatti riuscita, in 12 brani (17 nella versione rimasterizzata attuale) ad amalgamare in perfetta armonia in tutto l’album, puro blues, rock elettrico, e una grande componente psichedelica hendrixiana: ogni brano contiene tecnica e ispirazione.

Nell’album entriamo in contatto con quel demone di Hendrix che si scusa mentre bacia il cielo nella travolgente “Purple Haze”, che ci stordisce con la potenza di “Red House” in un incalzante blues elettrico.

Continuando il viaggio incontriamo la mistica “Third stone from the sun”, la lenta e armonica “The wind cries mary”, una rivisitata “Hey joe”, brano composto nel 1962 da Billy Roberts.

“Stone Free” con il suo ritmo, mentre “Fire” è puro movimento. “Highway Chile” in un infinito e spettacolare blues, poi ancora la celebre “Foxy lady” e la crescente “Manic Depression”, la sonorità di “I don’t live today”, “May this be love”, “Can you see me” e ancora la strana e lenta “Rember”, “51st Anniversary” con una continua pulsazione. “Love or Confusion” dove troviamo un Hendrix agitato e confuso; fino ad arrivare ad “Are you Experienced” che ti trascina in un fosco sogno.

Tutto questo è pura materia d’energia e suono che s’incarna tra le fibre della mente per poi non uscirne più. Hendrix è uno dei tanti geni volati via nella sua nebbia porpora troppo presto, portando con se un talento e un innovazione che non si ha spesso la fortuna di trovare.