Kraftwerk – Trans Europe Express

Kraftwerk – Trans Europe Express

Nel periodo meno introspettivo della loro carriera, i Kraftwerk pubblicano Trans Europe Express (1977), un album considerato basilare e fonte d’ispirazione per l’ondata elettro-pop di inizio ’80. Siamo alla fine di un decennio musicalmente ricchissimo ed il duo Ralf Hutter / Florian Schneider, da qualche anno, sperimenta nuovi concetti musicali, cercando la strada per un rinnovamento post- rock. Allievi di Stockhausen, i due riescono a fondere la loro parte umana interagendo con le macchine elettroniche e riuscendo a generare un suono che ancora oggi risulta moderno e d’avanguardia.
Accantonate da tempo le classiche strutture sonore del tipo strofa-ritornello, quello che i Kraftwerk riescono a sviluppare è un insieme basato su una base ripetitiva, dove avvengono episodi sonori ogni volta diversi e senza delle precise connotazioni. E’ messa da parte la concentrazione del tempo, ed in alcuni casi (The hall of mirrors) questo sembra dilatarsi rispetto all’effettiva durata del brano per via dell’incedere musicale che da una sensazione di ritardo; di un continuo rincorrersi. Nell’apertura affidata a Europe endless è netta la successiva stratificazione di suoni che portano ogni volta all’apertura di nuovi scenari, salvo poi ritrovarsi alla fine del brano sullo stesso motivo dei primi secondi, un senso del loop innato che riaffiora anche nella conclusiva Endless endless. La title-track è un vero prototipo di musica techno, house e derivati. Un brano tra i più campionati della storia. Il deserto glaciale prodotto da questa musica elettronica; fredda, distaccata ed inumana, è l’emblema del nostro tempo. Affascinante e vagamente inquietante.