Nargaroth – Black Metal Ist Krieg

Nargaroth – Black Metal Ist Krieg

“Black metal ist krieg”, si può definire una di quelle piccole gemme nere del black metal più puro e autentico, figlio legittimo del primordiale black metal generato in Norvegia da Burzum, Darkthrone e Mayhem. E’ un disco che riesce a sintetizzare tutta l’essenzialità dell’essere black metal, dalla musica alle tematiche. Non a caso dietro questo lavoro si cela quasi esclusivamente un'unica mente, Kanwulf (voce,basso,chitarre), così come Abbath per gli Immortal ,Nocturno Culto per i Darktrhone, Vikernes per Burzum.

‘Introduction’ sono 2 minuti di angosciosa incubazione: un suono duro e una batteria scandiscono gli ultimi istanti di ciò che una voce malata e sconvolta ripete senza senso, con urla deliranti che riecheggiano nel buio più profondo, preambolo dell’inevitabile, imminente nascita della bellissima creatura di Kanwulf: ‘Black metal ist krieg’: ‘Black metal è guerra’. Questa è la traduzione della title track, e queste sono le uniche parole insieme “fuck” e “ihr wichser” che si possono ascoltare da una traccia che fa della ossessiva ripetitività la sua carta vincente.

Si capisce subito che i Nargaroth suonano quel black metal che rifiuta ogni tipo di evoluzione, convinto della sua marcia staticità che persevera nella sua esistenza autosufficiente. Un metal di distruzione e di dominio. Lo stile si rifà palesemente ai migliori lavori dei gruppi precedentemente citati, facilmente indentificabili nella furia di ‘The day as Burzum killed Mayhem’, tributo alle folli origini del genere. Tuttavia c’è anche una rara componente che rende “Black metal ist krieh” eccezionale nel suo genere. Alla componente di autoaffermazione tipica del black metal misantropico si sovrappone l’indole umana di Kanwulf, la propria persona, con tutte le sue inquietudini, rabbia, frustrazione, dando vita ad un musica più comunicativa, intima e violenta allo stesso tempo.

Ecco quindi la comparsa delle migliori tracce del cd come ‘Amarok’,dall’intro di pioggia, tuoni e clean vocals, in cui nelle sue lyric si avvertono tutti i limiti dell’essere umano, la splendida ‘Seven tears are flowing to the river’, capace di schiantare a terra l’ascoltatore per la sua tristezza e disperazione, o ‘Erik, may you rape the angels’ omaggio a Grimm, batterista degli Immortal al tempo di “Pure holocaust”, morto suicida.

Un lavoro di assoluto rispetto, costruito su emozioni e sentimenti propri espressi in chiave black metal, un’esaltante release da avere assolutamente! Sono presenti inoltre ben quattro cover,per un totale di 11 tracce, degli Azhubuam, dei Root e dei Moonblood.