Nightwish – Oceanborn

Nightwish – Oceanborn

Poesia e dolore, oscurità e innocenza emergono fieri e prepotenti dalle mistiche acque, tinteggiate di un rilucente blu, dell’oceano dei Nightwish. Oceanborn, secondo album della band finlandese (dopo il debole esordio di Angels Fall First) nasce proprio da lì, dalle profondità buie dell’acqua che ricopre la terra, dal suo potere di rigenerare e purificare e dalla sua innocente capacità distruttiva, figlia della notte e delle sue creature. Atmosfere surreali, sognanti e lugubri allo stesso tempo, accompagnano l’intera opera. Melodie pompose e graffianti, stregate dalla voce della cantante lirica Tarja e arricchite dall’abilità del tastierista Tuomas. Un viaggio senza fine e senza regole, ritmi intensi e riff di chitarra potenti e incisivi ma anche flauti, violini e piano. Un sogno-incubo che coniuga al suo interno la potenza di brani come Stargazers, la splendida Gethsemane e la vibrante Sacrament of Wilderness, alla follia della bizzarra Moondance, brano folk strumentale, omaggio alla luna. Tenebre e angoscia avvolgono la notte dei Nightwish in Devil & The Deep Dark Ocean e in The Pharaoh Sails To Orion (entrambe con liriche growl) ma anche malinconia e speranza che trasformano la melodia in un dolce e soave richiamo rivolto al cielo in Swanheart, al mondo che dorme in Walking in the Air e al sole che muore in Sleeping Sun. Suoni, voce ma anche e sopratutto versi…”Pensi di dimorare nel mare della saggezza, la dolce ignoranza rimane ancora la chiave del paradiso dei poeti, sfida colui che parla per enigmi e vedrai…” (The Riddler).

Completo e seducente è un disco che cattura sin dal primo ascolto. Consigliato a tutti e non solo ai cultori del genere.