Police – Outlandos D'Amour

Police – Outlandos D'Amour

A volte la storia la fanno le intuizioni. Quella dei Police comincia con un'intuizione di Stewart Copeland. Ex Curved Air, il batterista aveva un passato nel progressive che, nel 1976, gli fece capire che nella sua pomposità il prog-rock non solo stava diventando una caricatura di sé stesso, ma sarebbe stato sconfitto dal punk: rozzo e scarno sì, ma decisamente più immediato ed in grado di fondersi con altri generi “proletari” come ska e reggae. Copeland capì che questa freschezza si sarebbe conservata anche se espressa da musicisti più tecnici di Johnny Rotten &Co.
Iniziò raccattando dai jazz club un giovane contrabbassista dallo strano soprannome di Sting, che sapeva anche cantare con una voce stranamente calda. Un anno dopo si aggiunse anche, in sostituzione del primo chitarrista Henry Padovani, un turnista già vecchiotto di nome Andy Summers.
Il loro esordio esce nel '77, in piena era punk- un'eresia in era eretica. “Outlandos d'Amour”, che dà il via alla serie di titoli in lingua inventata, è il frutto ancora acerbo eppure più vitale di un sound che diventerà caratteristico del gruppo. I giri di basso semplici eppure efficaci, mutuati dal reggae; la batteria che incalza come nel punk eppure si permette acrobazie di charleston e rullate che nessun batterista punk poteva fare; una chitarra che si diverte a giocare su questi strani ritmi e solo ogni tanto sale in cattedra; la voce di Sting, che solo qui si permette ancora di urlare oltre a fare melodia.
Il singolo di reggae 'bianco' Roxanne trascina la band da subito fra censure e successi. Batteria e basso si concedono giochi sul classico ritmo in levare, la voce racconta uno strano amore fra prostituta e cliente.
Altri brani propongono una formula che mostra, anche se non perfettamente amalgamati, i vari ingredienti di un sound già vitale e trascinante. So Lonely parte come un reggae per poi dare vita ad un ritornello punk in un continuo alternarsi di temi e ritmi. Lo stesso fa Can't Stand Losing You, ed il coretto spensierato che annuncia il suicidio per amore del protagonista ci porta ad un'altra caratteristica tipica della band e della carriera solista del suo frontman nonché principale autore: la capacità di parlare di cose serie continuando a fare una musica leggera che più leggera non si può.
Altrove si va più verso il punk (Next to You, Peanuts: forse le uniche canzoni dei Police che si possono definire 'punk') o verso il reggae (Hole in My Life), in altri casi siamo al divertissement puro (lo spoken word nel mezzo di Be My Girl/Sally).
Il “Reggatta de Blanc” del disco omonimo sancirà la consacrazione, intanto abbiamo qua una band che durante una delle più grandi rivoluzioni del rock riuscì a farsi amare da una parte ed almeno tollerare dall'altra. Scusate se è poco.