Smashing Pumpkins – Mellon Collie and the Infinite Sadness

The Smashing Pumpkins – Mellon Collie and the Infinite Sadness

Ad oggi escono dischi doppi soltanto quando una band ha deciso di stampare l'ennesimo bet of, a causa, probabilmente, della mancanza d'ispirazione che attanaglia gli artisti di questi tempi moderni. Nel 1995 però, uscì un album doppio degli Smashing Pumpkins, “Mellon Collie and the Infinite Sadness “, un lavoro che segnerà per sempre la storia della musica. 28 tracce, semplicemente memorabili, a parte qualche canzone che sembra essere stata inserita soltanto per riempire dei vuoti.

Mellon Collie, se vogliamo, si potrebbe quasi definire un concept album. Il disco infatti rappresenterebbe la giornata tipo di un qualunque adolescente, dall'alba "Dawn to Dusk", al tramonto “Twilight to Starlight" ed ogni canzone rispecchia gli sbalzi d'umore del giovane, naturalmente abbastanza disadattato dato il periodo storico in cui uscì Mellon Collie, nell'era del post-grunge. Cobain è morto e senza lasciare eredi a livello musicale, ma Billy Corgan sembra uscire da questo momento come “illuminato”, raggiungendo l'apice della sua carriera artistica. Ci riproverà con “Adore” e “Machina/The Machines of God”, ma senza ottenere gli alti livelli qualitativi del disco dell'infinita tristezza. Si sa, il disagio ha sempre ispirato molto, inutile negarlo.

“Mellon Collie and the Infinite Sadness” ci ha fatto sognare, piangere, reagire, arrabbiare, incupire, angosciare, ma sono tutte emozioni che sorgono nell'animo riascoltandolo ancora oggi, a più di dieci anni di distanza dall'uscita dell'album in questione. L'adolescenza (per fortuna) se ne è andata, ma già delle prime note di piano della prima traccia di "Dawn to Dusk", quella che da il titolo ai due album, risorgono i ricordi, i sentimenti, le sensazioni provate durante la “post-infanzia” di ciascuno di noi.

Sia chiaro, questo album non potrà mai essere capito e apprezzato pienamente da chi ha attraversato un'adolescenza idilliaca, ma sfido io a trovare qualche teenager che non ha mai sofferto durante questo periodo di grandi cambiamenti. Corgan è riuscito con le sue parole e la sua musica, a descrivere gli stati d'animo dei giovani, come nessun sociologo, psicologo o simili, siano mai riusciti a fare prima.

Nel primo disco di Mellon Collie, "Dawn to Dusk" si ritrova la pura e vera rabbia adolescenziale, vedi “Zero”, “Jellybelly”, “Bullet With Butterfly Wings”, “An ode to no one”, canzoni a dir poco grintose con un “tiro” da fare invidia alle migliori band metal dell'intero pianeta. Compare però anche la speranza, la ricerca e il sogno dell'amore, quel senso di pace e di serenità che ogni tanto giunge a dare tregua all'animo inquieto degli adolescenti. La sofisticata “Tonight, Tonight”, le struggenti note di “To forgive”, la ballata “Galapogos”, la prorompente “Porcelina of the vast oceans” e la stupenda “Take me down” del chitarrista degli Smashing, James Iha, ci portano lontano da ogni disagio, da ogni malessere, facendoci sentire meno soli, anche riascoltandolo da adulti.

Non meno interessante e ricercato il secondo disco “Twilight to Starlight", che inizia con le distorsioni di “Where Boys fear to Tread”, per poi proseguire con il sound decisamente noise di “Bodies”. Anche qui ci viene dato un attimo di respiro con le dolci “Thirty-three”, “In the arms of sleep” e l'indimenticabile “1979”, per poi tornare nell'oscurità con “Tales of a Scorched Earth” e la folle “X.Y.U.”, che sembrano giungere davvero come degli sbalzi d'umore improvvisi. Indimenticabile, senza ombra di dubbio, anche l'arpeggio di “Stumbleine” e la bellissima “By starlight”.

Il cammino verso il tramonto si fa impervio e sia Billy che il suo giovane adolescente sembrano stanchi, distrutti e sfiniti, è il momento della buonanotte, che ci viene data dal brano “Farewell and Goodnight” in cui compaiono anche le voci di Iha e D'arcy, la mitica bassista alquanto tossica. Nonostante questo “Twilight to Starlight" è soltanto in minima parte inferiore al primo "Dawn to Dusk", ma nel complesso stiamo parlando di un disco, anzi di ben due dischi, che molto probabilmente nessun altro sarà in grado di eguagliare da qui fino ai prossimi 90 anni, ci potrei scommettere.

Un consiglio a tutte le band emergenti, e non solo, presenti sulla faccia della terra: prendete esempio, traete ispirazione da un album come “Mellon Collie and the Infinite Sadness” ma soprattutto, prima di ambire alla popolarità, alla voglia di farvi conoscere e di pensare a cosa indossare per i vostri live e video musicali, imparate a suonare seriamente i vostri strumenti e cercate di capire obiettivamente se siete dotati oppure no, altrimenti lasciate perdere e continuate a suonare nei garage. Vi sarà molto più utile.