Tool – Lateralus

Tool – Lateralus

Saremmo tentati di destrutturare tutta la potenza di questo lavoro folle nel tentativo di coinvolgere le vostra piena attenzione. Saremmo tentati di uccidere la vostra immaginazione raccontandovi la follia di frattale complessità di questi 79.30 minuti di ingegno e di genio. Tenteremo invece di non rovinarvi il piacere di scoprire passo dopo passo, in autonomia, quanto sia ancora possibile Plasmare Bellezza. Se vi siete mai innamorati a prima vista avete bene in mente cosa significhi rimandare ogni scoperta a tempo debito. E' una scommessa sul destino: restate in attesa per vedere se le vostre previsioni collimano con la realtà e la sorpresa del riscontro è comunque destabilizzante.

Questo album è come un obiettivo che continua a cambiare punto di vista e messa a fuoco. Si cerca di inquadrare la visione d'insieme poi si passa all'interno, fino ai minimi particolari e con uno scatto si passa alla sezione laterale, poi di nuovo alla più piccola parte e si percepisce, senza comprendere un granché, l'invarianza di scala. Da qualsiasi punto di vista affrontiate il problema vi rendete conto che non c'è un punto di minimo assoluto: nessuna zona è governata da semplicità e con pochi elementi a disposizione. Siete obbligati a prendere tutto come viene, aspettando che tutto diventi familiare per osmosi, per ispirazione.

L'Arte è da sempre stata ispirata dalla Scienza, il cui motore è il piacere puro della Conoscenza. Ammesso che l'unica forza motrice dell'arte sia il piacere delle Emozioni è chiara la tautologia, perché la Conoscenza diventa Emozione. Non vorremmo cadere in un punto di equilibrio stabile, perché da lì non si uscirebbe più, preferiremmo invece restare nella zona dove una piccola perturbazione ci porterà lontano ("And following our will and wind we may just go where no one's been. We'll ride the spiral to the end and may just go where no one's been." Lateralus). Diciamo questo perché la Musica che si nasconde in questo supporto ottico è completamente generata dalla ricerca del giusto equilibrio fra la celebrazione della bellezza della Matematica e la capacità espressiva delle note e del ritmo.

L'intero album è un puzzle la cui trama principale è la serie di Fibonacci. Una serie che, partendo dai numeri 0 ed 1, costruisce una sequenza infinita di numeri generati dalla somma dei due numeri precedenti della serie stessa. Sì, ci stiamo incartando ma è proprio lo scopo della serie: incartare in infiniti cicli i numeri. Così abbiamo 0+1=1, 1+1=2, 1+2=3, 2+3=5, 3+5=8, 5+8=13, 8+13=21, ecc. La cosa bella è che c'è molto di più nascosto fra le righe. Se prendete il rapporto tra due numeri successivi della serie otterrete sempre lo stesso risultato 1,6180339887, la famosa Sezione Aurea. Questo ha ipnotizzato una pletora di persone nel corso dei secoli. Da qui si può partire ad libidum sfumando in una interminabile quantità di discorsi sulla geometria, sull'estetica e sul Rinascimento. A noi basta sapere che giocando con questi pochi strumenti di partenza ci si immerge nella geometria delle spirali, dei pentagrammi e delle piramidi. Attenti a non affogare.

E tuttavia ci stupisce non poco il fatto che questi pochi strumenti (Tool) riescano ad incastonarsi con grande armonia in una struttura musicale. Prendiamo il brano Schism. Il tema riguarda la difficoltà di comunicare ed il testo, incarnazione della musica, si chiude in questa spirale, la quale è un continuo rimbalzo fra differenti metriche quasi a sottolineare il paradosso di Achille e la tartaruga, ovvero più ci si rincorre e più ci si allontana, più si prova ad allineare gli animi e più dissonanza si ottiene ("I know the pieces fit cuz I watched them fall away […] To bring the pieces back together, rediscover communication"; caldamente consigliato il video http://it.youtube.com/watch?v=UhjG47gtMCo). Possiamo dire che la comunicazione è un tema ricorrente, lo ricorda da subito la prima traccia, The Grudge (Il Rancore; "Wear the grudge like a crown of negativity. Calculate what we will or will not tolerate. Desperate to control all and everything.  Unable to forgive your scarlet lettermen."), che si collega al romanzo La Lettera Scarlatta.

La gemma dell'album è senz'altro il brano omonimo. Molto si è detto sul significato della parola Lateralus e non ci assumeremmo mai la responsabilità di sceglierne uno. Noi ci sentiamo solo di esprimere il giudizio incontrastabile che la struttura ritmica è un capolavoro incalcolabile. Prestate attenzione alla parte in cui, al quinto minuto di brano, quando il testo finisce di recitare "Feed my will to feel this moment urging me to cross the line. Reaching out to embrace the random. Reaching out to embrace whatever may come." ed inizia la ricerca melodica degli strumenti, la chitarra ricompone la serie di Fibonacci, Carey alle percussioni realizza il miracolo e Maynard recita le parole: "I embrace my desire to feel the rhythm, to feel connected enough to step aside and weep like a widow to feel inspired, to fathom the power, to witness the beauty, to bathe in the fountain, to swing on the spiral of our divinity and still be a human."  (http://it.youtube.com/watch?v=EDlC7oG_2W4&feature=related)

C'è un unico chiaro motivo che spinge l'uomo a tentare di imbrigliare la complessità ed è proprio il paradosso che si cela dietro a questo. In qualunque modo si cerchi di afferrarla c'è qualcosa che sfugge sempre e questo continua a generare bellezza. La frattalità dello spettro in frequenza della complessità è una forgia di emozioni inesauribile.

voto: 110 e lode