Zappa , Frank – Hot Rats

Zappa , Frank – Hot Rats

Hot rats è uno dei passaggi fondamentali che porteranno Zappa ad essere considerato artista lungimirante e di gran talento.
Un disco che, oltre ad esaltarne le assolute capacità esecutive, lo vede protagonista in qualità di uomo assist nei confronti dei suoi strumentisti, spinti al limite delle proprie capacità, ed esaltati dal contesto d’improvvisazione.
E’ proprio quest’ultima componente a caratterizzare ognuna delle sei tracce, articolate in vorticosi cambi di direzione melodica, ritorni e tangenti stilistiche. In tal senso è significativa The gumbo varations; dove il ritaglio di notorietà se lo ricava inizialmente Ian Underwood con il suo sax, portandoci in atmosfere di un eccitante jazz, e lasciando poi la scena ad un Zappa onnipresente (tra i credits a suo favore anche alcune sezioni di basso e percussioni).
Ian Underwood dunque. Sono sue tutte le parti di piano, organo e fiati. Più di un comprimario quindi, capace di far respirare i brani basati sulla chitarra di Zappa, spesso incline a virtuosismi spasmodici (Son of Mr. Green Genes). Un paio di nobili intrusioni non passano inosservate: Cpt. Beefheart, che con la sua voce ubriaca accentua l’irriverenza di Willie the pimp, e l’elegante violino di Jean Luc Ponty nella conclusiva It must be a camel.
Dalla rullata iniziale di Ron Selico fino agli ultimi solchi di vinile, è un piacere per le orecchie. Buono sia per l’ammiratore navigato e sia per chi vuole iniziare a addentrarsi nella discografia labirintica del maestro Frank Zappa. Basilare.