4th Mirror – Under a Black Sun

4th Mirror – Under a Black Sun

Cavalcare l'onda del fulmine con grazia ed eleganza. Questo il compito del Progressive Metal, che spesso infatti non disdegna sortite in territori dal sapore classico ed epico. Il sound dei The 4th Mirror presenta in questo senso diverse similitudini con grandi nomi del recente passato, dando alle stampe un disco come “Under a Black Sun”, tanto vario quanto ben congegnato e progettato.

The 4th Mirror è un lavoro strumentale che prende vita nell’ottobre 2006 dalle menti di Michele Bertolasi e Massimiliano Zaglia. E' proprio sul nucleo originale, e non poteva essere altrimenti, che si fonda lo stile dell'intera formazione; la chitarra di Zaglia sa essere tagliente e graffiante al punto giusto (da sottolineare le sue eleganti proposte in Fury, vera sintesi del suono che accompagnerà l'ascoltatore nel corso di questi quarantasette minuti) e sa abbandonarsi alle trame tribali che la sezione ritmica costruisce ad arte (in Beyond the Mirror da ammirare la tecnica e la pulizia con le quali centra la scena).

La svolta avviene entrando negli studios della JRecords. Il 12 luglio 2007 il demo è pronto e la promozione locale ha inizio, con un successo al di sopra delle aspettative. “Under a Black” propone sonorità melodiche e aggressive al contempo, deliziosamente contaminate da momenti dal sapore malinconico (grazie all'utilizzo di un piangente piano elettronico).

L'ambiente in cui si viaggia è perennemente in movimento; dà sfogo a belle idee e dolci intuizioni che consegnano all'ascoltatore un disco che non annoia e che riporta alla mente alcuni passaggi epocali di band di un certo spessore come Iron Maiden (soprattutto per alcune reef chitarristici velenosi e voracemente veloci) e Dream Theater (la somiglianza si evince dalla capacità della band di cambiare continuamente direzione, dal punto di vinto temporale e umorale).

Unica pecca dell'album? Una produzione un tantino fredda, che rallenta la presa delle idee dei ragazzi (il suono della batteria ci è apparso un tantino ovattato e sottovalutato). Per il resto non vediamo l'ora di vederli dal vivo.