A.C.T. – Silence

A.C.T – Silence

Idee da vendere e che si vendono bene.
Già, perché gli svedesi A.C.T., giunti ormai alla loro quarta fatica discografica, mostrano non solo di avere a disposizione notevolissime capacità e intuizioni, ma soprattutto di saperle capitalizzare al massimo senza eccedere in sterili auto celebrazioni.

“Silence” dimostra come il gruppo riesca facilmente a mettere d’accordo un pubblico radiofonico e uno più pretenzioso, attraverso una raffinata scelta melodica che punta tutto sull’emotività e, perché no, sull’orecchiabilità.

Facendo leva su queste caratteristiche riescono con grande facilità ad “indorare la pillola” all’ascoltatore medio, rendendo la proposta molto più fruibile, pur riferendosi a un art rock – evoluzione anni Ottanta del progressive rock – ricco di preziosismi e suonato con un’eleganza di prim’ordine che non lesina divagazioni strumentali allettanti per i palati più fini. Ricalcando quindi le orme degli Yes di “90125” e i Rush di “Hold Your Fire”, riescono, pur avvalendosi di un songwriting complesso e articolato, a dotare il lavoro di un fortissimo appeal commerciale, grazie a una produzione limpida e fresca che valorizza al massimo il potenziale espresso.

I 64 minuti del disco scorrono piacevoli e leggeri, sospinti da refrain dal magnetismo eccezionale che li imprime facilmente nell’orecchio di chi ascolta, mentre la raffinata semplicità delle linee melodiche permette alla suite conclusiva in 9 movimenti, in piena tradizione prog, di essere digerita senza batter ciglio. Veramente divertente, per chiunque.