Adriano Viterbini – Goldfoil

È sul delta di un fiume strumentale dagli argini blues che si posa l'album solista di Adriano Viterbini, Goldfoil. È su atmosfere suggestive, allusive e personali, pregne di sensazioni dall'anima cangiante che si incastona la purezza dell'American Primitivims, tra blues minimale, traditional folk ed emozioni africane e si dipana la struttura compositiva dell'album.

È la chitarra sabbiosa e scarna, immediata, spontanea e tecnicamente incisiva a permeare l'intero disco di chiaroscuri emozionali coinvolgenti sulle orme di grandi guide spirituali come Ry Cooder, John Fahey, Woody Guthrie, Blind Willie Johnson e Jack Rose.

Goldfoil scorre così come un ruscello pacato tra impressioni fuggevoli e intime, profondità soffuse (Immaculate conception), spiritual dall'impianto tradizionale (God Don’t Never Change), radure desertiche e dallo spirito tuareg (Blue Man), cover convincenti (Kensington blues di Jack Rose, If I Were A Carpenter di Tim Hardin e Vigilante Man di Woody Guthrie) e pennellate di synth in New Revolution Of The Innocence che vede la collaborazione di Alessandro Cortini (Nine inch Nails).

Goldfoil è un album imbevuto di delicata essenzialità blues e primitiva autenticità delle origini, un viaggio interessante tra lande incontaminate alla ricerca di radici lontane.