Allen, Jon – Sweet defeat

Reduce dal debutto del suo primo album intitolato Dead man suit e dal successo dell'ancor più acclamato singolo Coming Home, (utilizzata per una pubblicità della Landrover) il chitarrista del South Devon, Jon Allen torna alle nostre orecchie con un disco nuovo dal titolo agrodolce: Sweet Defeat. La dolce sconfitta di Allen sembra voler ricordarci il lato soft della vita, quello da cui osservano gli inguaribili ottimisti. Eppure i testi spaziano in atmosfere variegate ed eterogenee dalla malinconica country ballad, alla jouney song dal ritmo blues il tutto però mai esasperato e condito con un pizzico di sapiente ironia melodica.

Una personalità di spicco e un'intelligente vena comica concorrono a disegnare il profilo di un artista a mio avviso di grande valore. Più che parlare per lui, preferisco presentarlo con le sue stesse affermazioni riguardo la sua nascita: I was born in the rural serenity of Winchester and raised by wolves in a meadow among the blue bells" (Sono nato nella serenità rurale dell Winchester a sono stato cresciuto dai lupi in un campo tra le campane blu). In questa presentazione auto-ironica possiamo capire quali siano gli ingredienti della sua musica: Natura dionisiaca, romanticismo malinconico, atmosfere selvagge.

Un ragazzo cresciuto che racconta in musica il panorama vissuto. Troppe le influenze che gli hanno attribuito: una voce graffiata alla Rod Stuart, melodie alla Bob Dylan, testi alla Paul Mc Carthy e ancora Van Morrison, Eagles e James Taylor. Tutto vero per carità, ma lascia il tempo che trova! Di qualsiasi influenza si tratti il marchio di questo artista si fa sentire si dalle prime note e risponde in maniera personale al contesto country music odierno. Il country possiede una marca stabile, questo è vero, ma un buon disco è sempre un buon disco!