Alter Bridge – AB III

Stiamo slittando nel vuoto, lo sappiamo, eppure nessuno di noi fa niente per evitarlo. Siamo sempre più incapaci di combattere e reagire senza piangerci addosso o fingere che tutto vada per il meglio. Siamo sempre più numerosi ma sempre più isolati…

Benvenuti in "AB III".

L'ultima pietra grezza degli Alter Bridge, primo concept album della storia della band, nonchè primo lavoro sotto etichetta Roadrunner Records (Dream Theater, Slipknot, Nickleback, Opeth).Quttoridici canzoni intense e profonde, dalle chitarre graffianti, le liriche cupe e dannatamente realiste e una tecnica notevole.Il tutto coadiuvato dalla splendida voce di Myles Kennedy. Sarebbe impossibile descriverle sinteticamente una ad una, e commentare il solo singolo "Isolation" risulterebbe estremamente riduttivo.

Caratterizzato dalla profetica Intro "Slip To the Void", dal rispolvero di uno stile eclettico che a tratti sfiora il Trash Metal ("Still Remains") fino a lambire con eleganza i lontani lidi del Progressive ("All Hope Is Gone"), "AB III" sta in piedi da solo.

Ha la forza di brillare di luce propria, senza vivere all'ombra dei due precedenti masterpieces, e senza nemmeno oscurarli. Artefici di questo innegabile ennesimo successo, sono i magnifici fraseggi dei chitarristi Mark Tremonti e lo stesso Kennedy, che inaugurano più della metà delle tracce, e che giocando con le note come se fossero colori creano delle tonalità magiche e avvolgenti, mai banali. "Words Darker then their Wings", seppur non epica come la bellissima "Blackbird", è esattamente il finale che ci si aspettava.

Con "AB III", la band di Myles e 3/4 dei Creed, si conferma come uno dei gruppi più coerenti, prolifici e solidi della scena rock mondiale del momento, con un tour europeo in corso e tre date italiane previste per dicembre.

E se è vero che stiamo slittando nel vuoto… loro almeno provano a riempirlo.