Angra – Aurora Consurgens

Angra – Aurora Consurgens

Terzo album per gli Angra del dopo split e fan sempre più divisi: c’è chi rimpiange i bei tempi andati e chi sostiene il nuovo corso intrapreso dai brasiliani.
I carioca, però, continuano per la loro strada e, dopo la mezza delusione di Rebirth, hanno sfornato due ottimi dischi, sbaragliando nettamente la concorrenza nel genere power-metal: il loro punto di forza è sempre stato il saper amalgamare con gran classe gli stereotipi del power con le atmosfere tribali brasiliane e con le sonorità progressive.
“Aurora Consurgens” non è un concept album, ma c’è un filo rosso che lega tutte le canzoni: la malattia mentale. Aurora Consurgens è anche il titolo di un manuale alchemico attribuito a Tommaso d’Aquino: le tesi esposte in questo libro dal teologo italiano, sono state riprese da Jung per spiegare la sua teoria che legava i sogni ai disturbi mentali.
Il disco si apre con il nuovo singolo “The course of nature” e la cosa che si nota sin da subito è che il sound della band si è fatto notevolmente più heavy: sarà che i temi trattati richiedevano un atmosfera più oscura, fatto sta che a trovarne maggior giovamento è il cantante Edu Falaschi, qui alle prese con tonalità a lui più congeniali. Questi ragazzi sono molto maturati col tempo e qui ne danno piena testimonianza: la sezione ritmica, affidata a Priester-Andreoli, è un metronomo infallibile, mentre le chitarre del combo Louriero-Bittencourt sono sempre più sugli scudi.
Il grande pregio di questo album è l’eterogeneità che lo attraversa: canzoni tiratissime in tipico stile Angra (come la già citata opener e “The voice commanding you) si alternano a composizioni più intimiste e toccanti (Breakin ties e Abandoned Fate su tutte). Sarebbe errato, però, ridurre le diversità di “Aurora Consurgens”ad un mero alternarsi di ballad e killer songs; a rendere questo album speciale sono quei piccoli colpi di classe che altri gruppi semplicemente non si possono permettere: le percussioni, gli strumenti etnici, la chitarra flamenco (splendida su So near So far), sono tutti elementi che vanno ad arricchire il suono e che rendono questo nuovo lavoro degli Angra degno di essere ascoltato e riascoltato fino alla completa consunzione del Cd.