Anthony and The Johnsons – The Crying Light

Anthony and The Johnsons – The Crying Light

The crying Light è una candela accesa che stilla lacrime di fuoco in un Androgino universo cosmico. La musica è danza del profondo che rivela misteriosi miraggi. Le note sono corpi pallidi e nudi che ondeggiano; proseliti di panteistiche dottrine naturali. In questo santuario estemporaneo il suono si fa movimento, essere della terra, feto. La danza Butoh ha inizio.

Il fiore di Her Eyes Are Underneath The Ground germoglia di vita mosso delicatamente da volteggi di pianoforte, poi muore con un letale violoncello fatto di terra. La danza si fa epilettica, pianoforte e chitarra acustica scivolano tra spartiti di luna. L'essere umano si sdoppia. L'alter ego vocale genera Epilepsy is dancing. One Dove produce piroette melodiche fatte di attese, silenzi e distorsioni. Kiss my name è un passo di danza brioso e vibrante, un tutù di batterie spezzate, tenue pianoforte e sfavillio d'archi. The crying light è una sovrumana festa danzante che si dimena nello spasimo paludoso di un animo stagnante. Another World è l'embrione sepolto che reclama la sua metempsicosi per fluttuare in onore della Madre Terra. Un passo di danza sulle punte sprigiona la luce che nasce dal sole. Daylight and the Sun, un motivo danzante dedicato alla Natura. Aeon è un ballo dal sapore folkloristico, un gospel mosso da acerbi arpeggi di chitarra. Dust and water è una crepuscolare danza sorretta da un mantra vocale. Il cerchio coreografico si chiude con Everglade, una pastorale dal sapore trascendentale.

Per mezzo di questa danza estatica l'album nasce dalla Terra e si libra in un sovramondo parallelo che riesce a fondere maschile e femminile, Apollineo e Dionisiaco. Ne deriva che la musica, così come la natura, è un Uno pervaso da una comune Anima Mundi