Antony and The Johnsons – Swanlights

Eccoci pronti a lottare contro anthony a cui è appena entrato un asso per un poker servito contro cui poco o niente si può fare.
Nessun bluff che regga, ci vorrebbe un miracolo per strappargli questa man, ma tutti sappiamo che i miracoli non esistono. Questo gigante emaciato, dal canto delicato come una brezza appena percettibile, apre con Swanlights con Everything Is New (titolo ironico?) che ti taglia le gambe, cazzo sei costretto a passare stavolta sperando in una mano più fortunata.

Antony non ha bisogno di cambiare molte carte, non ricorre ad artifici ma accarezza la vittoria con fare disarmante. Nonostante possiate provare ad opporre una minima resistenza, necessaria per non perdere la faccia di fronte a tale superiorità, lui non tradisce nessuna emozione.
Sosta, tenacemente, nei dintorni del vostro cuore con la successiva The Great White Ocean che le emozioni le fa germogliare in voi, cosi irruente da rendervi un libro aperto.
Hegarty intarsia finemente, gioca con la voce che finisce in chiaroscuri da brivido. Le note della chitarra acustica rimangono intrappolate nel martellante arpeggio del pianoforte, capace di farvi drizzare i peli sulla nuca (Ghost).

Ma se pensate di giocare questa partita solo contro lui, vi sbagliate. Aspettate di vedere le carte in mano ai Johnsons. La Thank You For Your Love potrebbe bastare a rappresentare tutti i vostri momenti intimi, celati al resto del mondo, quelli che vi piace rivivere, da soli, con i brividi dietro la schiena.
Questo potenziale singolo, di altra grana, si adagia su una ritmica leggera, mentre il piano lascia il posto al sax, caldo e sensuale, che scatena la propria energia in un ossessivo, quanto inaspettato, finale.
Prima di dar fiato alle vostre trombe del giudizio, o ai tromboni in cui vi siete trasformati con il tempo, lasciatevi violare dolcemente dal canto, e dalle controvoci, di Swanlights.

Divelte appaiono le certezze di alcune soluzione melodiche che ci aspettavamo.
Antony osa ispessendo il songwriting con una formula circolare che rinnova il tutto, pur mantenendo intatto il resto. In poche parole tutto scorre e si ricicla pur rimanendo immutato.
Questo dono, di cui pochi eletti sono dotati, diventa pura magia nello scontro fra titani con Bjork che, come un compare in una partita truccata, vi distrae con attributi che stuzzicano i vostri appetiti sessuali.
In Fletta la coppia si sfida (apparentemente) rincorrendosi su silenti tappeti ritmici, fioriti successivamente attraverso il pianoforte, che fa da sostegno per un anello contenente due preziosi diamanti.

I sette minuti per voce e piano, affetti da un incurabile pathos, di Cristina's Farm vanno a completare l'imbattibile scala reale che lascia vuoto il tavolo verde su cui abbiamo provato a batterlo.