Arch Enemy – Rise of the Tyrant

Arch Enemy – Rise of the Tyrant

Sembra proprio che Michael Amott voglia stupirci di brutto in questo periodo: i suoi leggendari Carcass sono stati da poco confermati al W:O:A del 2008 e in più ripiombano sul mercato gli Arch Enemy con una nuova fatica. E non lo fanno di certo entrando dalla porta di servizio! “Rise of the tyrant” non lascerà indifferenti né i fan più affezionati né gli amanti del metal in generale. La band si lascia alle spalle le dure e crude sonorità del precede “Doomsday machine” e ritorna al classico swedish-death veloce e fortemente melodico con qualche venatura di modernità. I fratelli Amott (già perché Cristopher è ritornato..!) si esaltano per tutta la durata del cd lanciandosi in fraseggi melodici, arpeggi meditativi, potenti riff, legati vertiginosi e assoli da sanzionare per eccesso di velocità! In particolar modo il talentuoso Michael (e la sua ESP-Ninja V Michael Amott Signature Series )si eleva a rango di vero e proprio guitar hero, rendendo omaggio ai suoi idoli Randy Rhoads e Michael Schenker soprattutto nella strumentale “Intermezzo liberte”. Il vero asso nella manica del gruppo è, ancora una volta, il sound fresco e di grande impatto che li ha resi famosi e che contraddistingue il lavoro in ogni traccia. Il riuscito assalto ai timpani porta sugli scudi tutta la band, con un bravissimo Sharlee D’Angelo al basso (Mercyful Fate), un martellante Daniel Erlanderson alla batteria,( recentemente arruolato per la prossima estate dai Carcass) e la sempre sorprendente Angela alla voce. Per gli sfortunati che non hanno ancora avuto il piacere di ascoltare gli Arch Enemy, Angela Gossow viene spesso ingiustamente attaccata da molti malfidati, i quali reputano il suo growl un mix tra la sua voce e vari effetti e ausili tecnici,quando in realtà è dotata di un aggressivo ruggito da vera belva feroce del Pleistocene (non a caso il suo cantante guida è un certo John Tardy degli Obituary!). Con queste premesse è facilmente intuibile che gli Arch Enemy non hanno nulla da invidiare ad altre grandi formazioni death metal neanche sul piano vocale: in “Rise of the tyrant” Angela dà il suo personalissimo contributo, sia con lyrics impegnate in tematiche politico-sociali, sia con un’ interpretazione carica di energia, un vero assalto frontale per l’ascoltatore!Venendo alle singole tracce del cd, tra tutte spiccano l’opener “Blood on Your Hands”,”The last enemy”, “I Will Live Again” e il primo singolo “Revolution begins”. Con questa ottava release gli Arch Enemy continuano a vincere e convincere e si confermano tra le realtà più stabili ed interessanti del panorama death metal.