Architecture in Helsinki – Places like This

Architecture in Helsinki – Places like This

Difficile trovare un’immagine di copertina così aderente alle sonorità presenti in un album. Gli spazi musicali occupati dagli Architecture in Helsinki sono proprio così; piacevolmente confusionari, meravigliosamente colorati e labirintici.
La band australiana si conferma una delle più effervescenti dell’ultima ondata indie, con trenta minuti micidialmente caratterizzati da un sobbalzante andamento ritmico, da una miriade di suoni elettronici mescolati a strumenti d’ogni genere, con gusto e levatura fuori dal comune, e da una ossessionante ricerca per l’inedito.
Dietro al singolo che ha preceduto l’uscita dell’album, la scoppiettante, giocosa e irriverente Heart it Races, si nasconde un mondo sintetizzato in dieci brani, dieci foto dai colori sgargianti. C’è l’isterico movimento di Hold Music, la distorta Red Turned White, il respiro più calmo di Like it or not e tutta una serie di sferzanti pennellate sorprendenti e audaci.
Sarà per la registrazione effettuata in breve tempo (circa dieci giorni), sarà per l’effetto da “buona la prima” che affiora in ogni traccia, ma “Places Like This” è da considerarsi, sicuramente, un lavoro di formidabile impatto, spiazzante e delirante. Conferma che il sestetto attraversa un momento d’ispirazione massima e merita tutta l’attenzione di cui gode. Si sta guadagnando l’opportunità di sedere al tavolo con i grandi, ma (speriamo) senza badare troppo alla forma e mantenendo il suo approccio fulmineo.