Arctic Monkeys – Suck It And See

Gli Arctic Monkeys sono tornati e cambiano ancora una volta se stessi e il loro impatto.
Suck It And See, il loro nuovo album dal titolo molto discusso,  ha lasciato molti con le orecchie tese per sentire se qualcosa del passato della band sia rimasto ancora.
Impressionare, questa è la parola chiave nel lavoro di Alex Turner e compagni.
Tra i testi e questo assoluto cambio di sound si respira un atmosfera che è un mix di sfida e nostalgico rock.
Non scontati, questo è certo, ma forse un po’ troppo commerciali in confronto a ciò che erano riusciti a dare con quel capolavoro che è Humbug.
"Don't sit down 'cause I've moved your chair" è una traccia perfetta e surreale. “The hellcat spangled shalalala” ha riverberi davvero troppo pop per sembrare una canzone della band inglese.
Finalmente però si arriva a “Library Picture” che sembra appartenere ancora a quel sound che si sentiva con “Pretty Visitors” e “My Propeller”, piccola eccezione per riallacciarci alla nostalgia.
James Ford, produttore di questo insolito e nuovo album, ha portato la band direttamente nel cuore di Los Angeles e questa atmosfera californiana ha forse contribuito a creare un sound più languido e che sembra attecchire con meno forza.
Se c’è una cosa sicura di questa indie-rock band di Sheffield, è che il mood può anche essere di fondo lo stesso, ma continueranno a cambiare facendo parlare di se in modo ogni volta diverso, perché sempre diverso sarà il loro prodotto.
Il cambiamento e lo sperimentare terreni già battuti da altri ma non da se stessi è sempre e comunque un arricchimento ma, alcune volte, forse, sarebbe un’ottima cosa anche sviluppare un capitolo che si crede concluso.