Arctic Monkeys – Whatever people say I am, that's what I'm not

Arctic Monkeys – Whatever People Say I Am, That's What I'm Not

It’s only Rock n’Roll but i like it” dissero gli Stones più di trent’anni fa e la frase è oggi come non mai di stretta attualità. Era dalla metà degli anni ’90 infatti, periodo di massima espansione per il fenomeno Brit Pop, che l’Inghilterra non proponeva così tante band interessanti. In questo senso gli Artic Monkeys sono gli ultimi arrivati, ma si distinguono dai gruppi già in voga in questo periodo se non altro per un’intelligente commistione di elementi musicali. Il loro album “Whatever People Say I Am, That's What I Am Not”, alimentato (per quel che riguarda la diffusione) in maniera determinante dalla rete, fonde il più classico dei Garage Rock a elementi Funky e Punk. Era dal 1994 che gli Oasis detenevano il record per l'album di debutto più velocemente venduto nella storia della musica inglese con “Definitely Maybe”, record spazzato via oggi da questa produzione dei giovani Artic Monkeys. Un loro Lp di demo impazzava già da qualche tempo tra gli utenti più accaniti dei peer to peer; il tutto prima che firmassero per la Domino. Spazio dunque a pezzi tirati e dalla ritmica quasi ossessiva con gli arrangiamenti che, pur non essendo particolarmente curati, consegnano a pubblico e critica un disco che fila via in maniera leggera e piacevole. Si alternano poi momenti di riflessione dove le chitarre disegnano linee di assolo dal sapore ipnotico accompagnate dal suono di basso, prepotenetemente presente in ogni parte del disco. Il tutto letteralmente sovrastato da una capacità canora, quella del diciannovenne Alex Turner, devastante e arrogante, in perfetto stile british. Le perle dell’album si chiamano “When The Sun Goes Down”, “From Ritz to The Rubble” e soprattutto la bellissima “A Certain Romance”; tanto buon garage-rock che dimostra la straordinaria maturità artistica di questo quintetto di Sheffield.