Art Brut – It's a bit complicated

Art Brut – It's a bit complicated

Piccoli punk crescono: seconda prova della band di “Bang Bang Rock'n'roll”. Ma come, crescono gli Art Brut? Quelli che solo due anni fa ci avevano trasportato in un mondo di punk sempreverde, un mondo fatto di garage rumorosi e fidanzate delle medie (Formed a Band, Emily Kane)?
Niente paura, al massimo sono diventati maggiorenni. Come ha precisato il leader Eddie Argos in un'intervista: “Non so se (questo disco, ndr) sia più ambizioso, di sicuro è più pop”.
Sì, si sente come la sensibilità (brit)pop si sia fatta più accentuata, pur restando fermi i loro principi fondamentali. Ad esempio, il modo di Argos di recitarti queste storie postadolescenziali con quell'accento cockney, non una nota cantata ed il tono di un amico che ti racconta i fatti suoi dopo l'ennesima pinta. Il modo in cui il solista Ian Catskilkin riffa, come un quindicenne che ha appena scoperto l'hard rock. L'efficacia essenziale della sessione ritmica- anche se qui le chitarre cominciano ad interagire fra loro in un modo un pochino più adulto, con il nuovo chitarrista ritmico Jasper Future.
L'ironia continua a farla da padrone nelle liriche, parlando della necessità patologica di ascoltare musica pop nei momenti più intimi (Pump Up the Volume) o della difficoltà di cavartela ad Amburgo quando l'unica cosa che sai dire in tedesco è “il punk non è morto” (St.Pauli).
È a questo punto che ci si rende conto di quanto la band valga soprattutto per Eddie Argos e il suo personalissimo stile mescolato al muro di suono che i suoi compari gli piazzano attorno. E ci si chiede per quanto possano essere in grado di reggere il gioco con questo loro stile. Di sicuro, qui sono riusciti a declinarlo in vari modi: il singolo Direct Hit ad esempio è ciò che promette, ti colpisce con quel ritornello da cantare pogando, mentre cori un po' più sofisticati fanno da contraltare ad una mesta Late Sunday Evening passata in solitudine.
Così, fra inni stile Nick Hornby alle compilation fatte in casa (Nag Nag Nag Nag) e momenti di buon rock'n'roll (Post Soothing Out) l'album scorre via piacevolmente anche senza raggiungere grandi altezze.
Forse questa è la nuova via britannica al pop-punk, in piena era indie. Non suona così eretico, tutto sommato.