Ash – Twilight of the Innocents

Ash – Twilight of the Innocents

Tornati al trio iniziale con l’abbandono di Charlotte Hatherley, i ragazzi nordirlandesi puntano tutto su questo TWILIGHT OF THE INNOCENTS che a detta di Tim Wheeler rappresenta il loro addio al classico formato dell’album, in favore di una futura produzione esclusivamente di singoli.
Purtroppo gli Ash ad 11 anni dal promettente esordio di 1977 danno vita all’episodio peggiore di una discografia in fin dei conti anonima e mai oltre la sufficienza. L’impeto punk delle origini è perso del tutto come pure la sperimentazione di FREE ALL ANGELS, le 12 tracce che vanno a formare questo TWILIGHT OF THE INNOCENTS spaziano tra un pop-rock a stellestrisce dove i pezzi migliori richiamano alla mente band come gli Weezer ( “You can’t have it all” ) e Snow Patrol ( “Polaris“ ), mentre gli episodi più scialbi e mainstream ricordano addirittura i Blink 182
( “Blacklisted“) se non Avril Lavigne (“End of the World”). Gli unici pezzi degni di noti risultano essere l’iniziale “I started a fire”, cavalcata elettrica secca, tirata e ben sorretta dalla voce di Tim Wheeler pulita e pungente al tempo stesso e l’ottima “Dark and stormy” dove le radici britanniche dei tre escono fuori prepotentemente in una ballata scura e sensuale molto vicina agli Smiths e ancor di più agli Echo & the Bunnymen d’annata. Gli Ash sono una band ancora molto giovane e forse ritroveranno la verve di un tempo nei lavori futuri, per ora ci piace ricordarli a vomitarsi l’anima allegramente nella traccia fantasma del fortunato 1977.