Ashcroft Richard – Keys to the world

Ashcroft Richard – Keys to the world

“Il naufragar m’è dolce in questo mar”. Probabilmente Giacomo Leopardi avrebbe descritto così la sensazione provata dopo l’ascolto di “Keys to the world”, terzo album in studio dell’ex Verve Richard Ashcroft. Le parabole emozionali che il disco trasmette sono intrise di poesia e di estrema dolcezza. Pezzi in acustico, conditi da arrangiamenti non originalissimi ma molto ben costruiti, confermano Richard Ashcroft come uno dei più talentuosi song-writer inglesi degli ultimi quindici anni. Un’opera che, grazie ad una nutrita sezione di clavicembali, archi e sassofoni, ci travolge con un mare di sfumature musicali dissimili. La sua voce poi, estremamente calda e rassicurate, dona ai pezzi presenti in “Keys to the world” una particolare vena ipnotica. La fede di Ashcroft nel potere della musica è raccontata in “Music Is Power”. Presenti nell’album anche considerazioni amare sulla disillusione (“Why Not Nothing?”) e sul senso di perdizione che il successo può dare ad un giovane musicista (“Keys To The World”). Le sue ballate, condite di elementi Blues e Gospel, riprendendo la tradizione popular inglese che i Verve, a suo tempo, avevano contribuito a consolidare. “Sweet brother malcolm”, ballata acustica dalla bellezza disarmante, consegna all’album un qualcosa in più rispetto ai primi due di Ashcroft; sarà per i testi impregnati di un’attenzione sociale inedita o per i suoi arpeggi romantici, fatto è che il ragazzo di Wigan si è ricordato di essere stato il leader di una delle più grandi band degli anni ’90. Meglio tardi che mai.