Atari Teenage Riot – Is this Hyperreal ?

Si può nel 2011 sfornare un disco con l'entusiasmo di chi sta scoprendo un nuovo scenario musicale, sebbene di nuovo non ci sia proprio niente? "Is this hyperreal?" è la risposta che sì, si può. E dire che gli Atari Teenage Riot si muovono nell'hardcore, dove appunto già loro stessi hanno detto tutto ormai parecchio tempo fa. Ma questo non è un problema. Non c'è solo la ovvia "violenza" musicale richiesta dal genere.

Qui c'è entusiasmo, quella voglia di fare che (per intenderci) non potete trovare negli ultimi lavori dei Prodigy. Ma qui c'è il solito Alec Empire, un'autentica macchina umana, a muovere i fili. È possibile ascoltare "Activate" senza incominciare a dimenarsi? Penso di no. I ragazzi hanno grinta da vendere, e si rivela fondamentale la voce di Nic Endo a dare al martellamento di Empire una base (quasi) melodica. Perché il ritorno degli Atari ha dalla sua anche il pregio di vedere canzoni che sanno variare la propria struttura nel corso dell'album, con sfumature che rendono piacevole l'ascolto. E nel mondo dell'hardcore non è cosa da tutti. Così si passa dalla velocità killer di "Codebreaker"all'atmosfera quasi plumbea di "Black Flags", con la voce di Endo a far da padrona.

Pezzi destinati a fare saltare le folle, e in certi casi, come nell'ipnotica "Blood in my eyes" anche a farle cantare. Gli Atari sono ancora vivi e vegeti, nonostante alcune circostanze nel passato (soprattutto la scomparsa di Carl Crack, perno del collettivo insieme ad Empire) sembravano avessero messo in forse la futura esistenza del gruppo. Ma i ragazzi si fanno rispettare. E dalle loro azioni emerge la voglia di spingere al massimo l'acceleratore, ancora una volta. Come se fosse ancora il loro esordio, e non i vent'anni di musica accumulati sulle spalle. E molti avrebbero ancora da imparare tanto prendendoli ad esempio.