Atritas – Medium Antigod

Atritas – Medium Antigod

“Medium Antigod” rappresenta il primo passo di un nuovo percorso per la carriera degli Atritas, un percorso più maturo e professionale in cui la band può finalmente mettersi in discussione e giocarsi le proprie chance. Dopo tanti demo ,un full lenght che ha raccolto un discreto successo e varie partecipazioni ad importanti eventi quali Battle of Metal e X-Mass Festivals in compagnia di God Dethroned,Dark Funeral,Naglfar e Hypocrisy, ”Medium Antigod” è il primo lavoro che vede la luce sotto la supervisione di una etichetta discografica, la CCP Records.
Gli svizzeri sono ben preparati e hanno fatto tesoro della lezione impartita dagli Emperor di “In the Nigthside Eclipse” riguardo il symphonic black. L’intero album appare come il primo compito per casa di una matricola attenta e svolto in modo diligente, preciso ed impeccabile. Intro funebre da discesa negli Inferi, batteria martellante che viaggia su un unico binario, scream vocals blasfemo , chitarre di puro stampo black metal: veloci e taglienti, con riff grezzi di facile esecuzione, repentini e innaturali cambiamenti delle linee melodiche. Ovviamente presente la tastiera, tocco sinfonico della loro musicalità e mai ingombrante. A dir la verità però il gruppo non sfoggia un songwriting particolarmente brillante e innovativo non inserendo grossi cambiamenti nella ferrea struttura delle composizioni. Prevedibili quindi, a metà canzone, i break delle chitarre necessari per preparare l’ingresso in scena della tastiera,strumento che se ben collocato nella giusta dimensione sinfonica, dà maggior respiro ed evoca quella tenue atmosfera di raggelante paura propria del genere sympho-black metal. Molte le influenze riscontrabili, in primis alcuni fraseggi tastieristici che ricordano il Mustis dei primi Dimmu Borgir e alcuni passaggi di chitarra propri dei Mork Gryning, a testimonianza del fatto che cimentarsi su un genere così inflazionato come il black metal( già ampiamente definito ed interpretato da innumerevoli eccezionali band) si va incontro ad uno scontato bivio: o si sforna un album di grande spessore, carico di malvagi contenuti e ricco di suggestive e maligne sensazioni , o facilmente si rischia di ripetersi e confondersi su proposte già sentite. Eppure “Medium Antigod” è una dura melodia nera interessante da ascoltare, in cui sono evidenti degli spunti che consentono al lavoro di superare ampiamente la sufficienza politica di rito, e che inducono ad essere ottimisti riguardo una evoluzione più personale della band. Grosse note di merito vanno allo scream vocals di Gier, veramente rauco,alto e secco come pochi se ne sentono,e all’ottima collaborazione tra le chitarre e la tastiera della bella Hysteria, che nonostante tutto dimostra di possedere una personalità più spregiudicata. “Medium Antigod” non è certo il disco che brilla per originalità e innovazione ma non è neanche da scartare,dato che il contenuto si esprime in una musicalità apprezzabile sin dai primi ascolti. In sostanza questi svizzeri hanno tutte le carte in regola per contribuire positivamente alla causa del symphonic black metal: il tempo per crescere,osare ed acquisire maggior carattere non manca loro di certo. L’attesa di questa maturazione inizia però in modo nefasto per la dipartita di Ork alla batteria e soprattutto di Hysteria alla tastiera.Peccato…