Babbini, Daniele – Sono Cose che Succedono

Daniele Babbini – Sono Cose che Succedono

Troppo spesso il pop italiano cade su delle classiche bucce di banana – di composizione, di forma, d’espressione in genere – che, quando ci si imbatte in dischi come “Sono cose che succedono”, viene da chiedersi come sia possibile che ciò continui ad accadere.

Daniele Babbini, giovane cantautore che ha preso coraggio da una recente frequentazione con Gatto Panceri, arriva alla pubblicazione di questo primo album con i favori del pronostico, ma non riesce a suscitare autentiche vibrazioni, né sotto il profilo prettamente cantautorale né di stile.

Tredici canzoni che oscillano tra pezzi che potrebbero funzionare nelle discoteche della riviera romagnola e qualche passaggio più rockettaro capace di ben figurare in un contesto generale molto orecchiabile, radiofonico. Babbini – coadiuvato proprio da Panceri in due brani, “Ipnotica” e “Guida tu” – riesce comunque a farsi apprezzare quando getta il cuore oltre l’ostacolo (ovvero quando si allontana da un mood troppo stereotipato) come nella versione cantata in francese di “Pane caldo” e soprattutto in quelle pagine di amara ironia che arrivano a lasciare un segno concreto.

In tal senso “Precario” ci sembra l’episodio meglio riuscito, anche se, nel complesso, non può da solo reggere l’idea realizzativa di un intero album.