Babyshambles – Down in Albion

Babyshambles – Down in Albion

Si può ancora conquistare il mondo con due chitarre, un basso e una batteria? In questo senso i Babyshambles di Pete Doherty, con il loro primo album, “Down In Albion”, ci mettono la pulce nell’orecchio. L’ex leader dei Libertines, con la produzione di Mick Jones, propone un album non certo rivoluzionario ma coinvolgente. Sedici brani durante i quali, a fare la parte del leone, sono le chitarre; la semplicità dei suoni e degli arrangiamenti si intreccia con un tocco di classicismo demodé. La voce beffarda di Doherty accompagna l’ascoltatore tra nevrosi ed inquietudini che si rispecchiano nella musica, malinconica a volte e rabbiosa più spesso. Il disco si apre con un’irriverente La Belle Et La Bête caratterizzata dal duetto tra Doherty e Kate Moss. Fuck Forever è un inno alla libertà; la voce graffiante e le chitarre dirompenti ci spingono in un universo sonoro fatto di pura eccitazione. La band stupisce con le ballate Albion e Merry Go Round dove l’inquietudine delle chitarre acustiche ipnotizza. Un album caratterizzato dalla fusione tra punk, garage, ed in un caso anche reggae (Pentonvile è il nome della prigione in cui è stato rinchiuso Doherty e General Santana, la voce del pezzo, è il suo ex compagno di cella). Il disco ritrae con veridicità la confusa condizione in cui è maturato il leader del gruppo, tanto che nel disco vengono spesso citate morte (Knocking On Death’s Door, Back From The Dead) e droga (Pipeline).