Bachi Da Pietra – Quarzo

È sempre la Wallace Records in collaborazione con Santeria, distribuzione Audioglobe, a produrre il lavoro di Giovanni Succi e Bruno Dorella. Un sound nero come la pece si fa strada nel silenzio, sibilando come un serpente prima dell’attacco, attraverso l’opener La Pietra Della Gogna che introduce Quarzo, nuovo lavoro dei Bachi Da Pietra.

Questa volta il songwriting sembra più dinamico, intriso di un blues intenso che a volte ricorda il suono di Les Claypool per l’uso nervoso del basso. Il riflesso di quanto appena detto apare accecante nella spettacolare Dragamine, forte di una dinamicità ossessiva che s’avvita su sé stessa, come lo stesso ritornello cantato dalla gola ruvida di Giovanni che, con il passare del tempo, ha acquisito una timbrica dannatamente più blues.

Il livello si alza con la successiva Come La Pelle, blues sciamanico di quasi otto minuti dove i due protagonisti insistono sulla ritmica schiacciasassi. Muta, uno dei picchi assoluti del disco, è seguita dalla strumentale e intima Morse che vive di accordi martellanti, riverberi e percussioni intime, che si affacciano quasi timide fra gli accordi di Succi. Notte Delle Blatte e Pietra Per Pane riportano i toni verso un abisso nero, lucente e temibile. La sezioni ritmica macina colpi su colpi, Succi sussurra minaccioso, il basso acustico ringhia poche note rivelatrici che si perdono, sfumate, nella luciferina Non E’ Vero Quel Che Dicono.

I Bachi non hanno perso il gusto per strutture spartane, mostrano la capacità minimale di costruire ballate che si reggono in piedi con poche, efficaci, note.

Quarzo è un passo in avanti nell’evoluzione di questa band che, in poco tempo, è passata da bac(hi)o a farfalla.